Tour: Bucarest tra storia, natura e relax

Bucarest, capitale della Romania, è situata nel sud del Paese, sul fiume Dâmbovița e il maggiore centro industriale e commerciale del paese. E’ una metropoli moderna e dinamica, con un fascino unico e tante cose da vedere tra palazzi, chiese, strade e monumenti. Da non perdere le famosissime Terme, per cui vengono turisti da tutto il mondo

Il centro di Bucarest è abbastanza piccolo e facilmente visitabile a piedi. Tutte le principali attrazioni, così come i ristoranti e i musei, si trovano a breve distanza l’uno dall’altro, ma se non pianificate un itinerario potreste trovarvi a gironzolare avanti e indietro stancandovi e sprecando tempo prezioso.

GIORNO 1

Partiamo con il nostro tour da Piata Uniri, una delle piazze più importanti della città, rinomata soprattutto perchè da essa parte il complesso monumentale di fontane di Ceacescu. Seguendo le fontane attraverso Boulevard Uniri, si arriva alla Casa Popolurui, ovvero il palazzo del Parlamento. Oltre ad essere la struttura più pesante del mondo, al suo interno vi è uno stile architettonico eclettico da non perdere.

Costeggiando il lungo fiume, si arriva nella zona chiamata “Città Vecchia”, ovvero il centro storico più culturale della città. Qui oltre a trovare monumenti e palazzi antichi, troviamo numerosi locali e ristoranti aperti giorno e notte. Da non perdere è il CARU CU BERE, ristorante folkloristico dove assaggiare lo stinco, e ammirare i balli tipici.

Nella città vecchia, è fondamentale passeggiare per la via principale, ovvero Strada Lipscani ed entrare nel Monastero Stavropoleos, una chiesa ortodossa capolavoro dell’architettura rumena. Altra tappa è il Pasajul Villacrosse, un suggestivo vicolo ottocentesco con copertura in vetro giallo, fiancheggiato da pub e ristoranti, che porta direttamente al Carturesti Carusel, una biblioteca su più piani, da visitare per l’architettura moderna e particolare.

Superata la Città Vecchia, vi ritroverete catapultati in Piazza dell’Università, un ampio slargo circondato da edifici storici universitari e negozi di lusso, che si connette direttamente ad un altro centro focale della città Piazza della Rivoluzione. In quest’ultima si affacciano vari edifici come la Galleria d’arte Europea, l’Auditorium della Musica, il Palazzo Regale e l’Ateneo Romano.

GIORNO 2

Il secondo giorno è totalmente dedicato al relax con la visita ad un complesso termale conosciuto in tutta Europa, le Terme di Bucarest. Per arrivarci potete o prendere 2 autobus, oppure vi consiglio di usare Uber, che per una cosa di 1 oretta vi fa pagare solo 15 euro. Noto centro con una varietà di piscine di acqua termale, acquascivoli, saune e un giardino botanico interno, potete passare tutta la giornata.

Importante da sapere che le terme si dividono in 3 grandi aree, e che il costo del biglietto di ingresso dipende da quante e quali aree volete visitare. Ad esempio l’area Galaxy è perfetta per il divertimento di tutta la famiglia, con scivoli acquatici e piscina con onde, l’area Elysium è invece dedicata a saune tematiche e trattamenti wellness, e l’area The Palm, la più grande, è un’oasi spettacolare sono una cupola di vetro con piscine minerali e pool bar.

Per entrare alle terme, vi servirà solamente un costume. Potete affittare in loco, delle ciabattine, il telo e l’accappatoio per girare tra le piscine, e vi verrà dato all’entrata un braccialetto tecnologico con il quale poter entrare nelle aree, e addirittura pagare gli extra, come bevande e cibo. Altra cosa fondamentale, è che gli spogliatoi sono dotati di ogni confort, docce, saponi, shampoo, creme e phon.

GIORNO 3

L’ultimo giorno di questo weekend, ci siamo alzati con calma, e ci siamo diretti verso una delle colazioni più iconiche di Bucarest: il Van Gogh Cafè, un locale interamente tematizzato che omaggia l’artista e le sue opere. Da assaggiare assolutamente sono i pancake ricoperti di frutta fresca e il buonissimo cappuccino.

Dopo l’abbondante colazione, andiamo a smaltire camminando nel Parco Dimitrie Gusti. raggiungibile con la Metro M2 (fermata Aviatorilor). Oltre all’Arcul de Trionf che ricorda molto l’omonimo parigino, in questo parco c’è molto altro da scoprire, soprattutto a livello naturalistico.

Al centro del parco, c’è un grande lago che si può costeggiare e aggirare con una lunga camminata o con bici. Passare sotto gli alberi freschi è rigenerante, così come visitare l’antico villaggio, dove scorgere le antiche case di tradizione rumena.

Federica.

TOUR: Venezia, tra canali, storia e arte

La città di Venezia, è conosciuta in tutto il mondo per la sua conformazione territoriale adagiata su più di 100 piccole isole all’interno di una laguna nel mare Adriatico. In questa città non esistono strade ma canali, che si diramano tra palazzi rinascimentali e gotici. Importantissima è la sua centralissima piazza San Marco, conosciuta in tutto il mondo.

Oltre alle peculiarità urbanistiche, Venezia è famosa per il suo patrimonio artistico, tanto da essere considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. E’ proprio sulla base di questo spirito artistico, che la città ospita La Biennale, una fondazione culturale attiva nel campo artistico.

GIORNO 1

Dopo essere scesi dal treno alla stazione di Santa Lucia, vi ritroverete subito catapultati nei famosi canali veneziani. Passeggiando tra i vicoli stretti e costeggiando gli antichi palazzi, arriverete davanti alla Basilica di Santa Maria dei Frari. Dopo una visita veloce, dirigetevi verso il Mercato di Rialto, un mercato coperto con chioschi di pesce, frutta e verdura.

Vi consiglio di fermarvi a mangiare nei dintorni, nei famosi Bacari, ovvero delle tipiche osterie veneziane dove si trova una vasta scelta di vini e stuzzichini chiamati cicchetti. Oltre di assaggiare lo Spritz, nato in Veneto, assolutamente da provare sono i cicchetti con il baccalà mantecato. CONSIGLIO : Bar all’Arco

Per attraversare Canal Grande, il canale più esteso che divide Venezia, dovrete passare sopra il Ponte di Rialto, importante punto di raccordo della città stessa. Importante anche per il suo stile architettonico formato da due rampe inclinate unite da un portico nel centro. Grazie al ponte si accede in quello che è il quartiere più importante della città, ovvero quartiere San Marco.

Considerata una delle più famose piazza monumentali del mondo, Piazza San Marco risulta essere il cuore pulsante e luogo simbolo di Venezia. Con la sua forma trapezoidale, accoglie il complesso monumentale dell’omonima basilica San Marco, arricchita da mosaici bizantini, e il campanile di San Marco, da cui si possono ammirare i tetti rossi della città. Costeggiando la piazza, in direzione del mare vi ritroverete davanti il Ponte dei Sospiri, altro fondamentale ponte della città.

Per tornare al punto iniziale, alla fine della giornata, vi consiglio di rifare lo stesso percorso tramite canale, e di attraversare Venezia, tramite un giro turistico al tramonto sul Vaporetto. I vaporetti, sono dei veri e propri bus acquatici, con diverse linee di transito. Vi consiglio la Linea 2 che da Piazza San Marco passa interamente per Canal Grande.

GIORNO 2

Noi, abbiamo dedicato l’intera giornata alla visita della Biennale d’arte di Venezia, raggiungibile dal centro, sia a piedi passando per l’Arsenale, sia con Vaporetto 1. Ogni due anni, si tiene questa enorme mostra di arte dove artisti emergenti portano le loro opere incentrate su un tema principale, scelto anticipatamente.

La Biennale è divisa in diversi padiglioni degli Stati, ognuno contenenti le opere degli artisti rappresentati del proprio Stato. Questi padiglioni si suddividono all’interno dell’Arsenale e dei Giardini. Per quanto riguarda il primo, era un enorme centro produttivo d’epoca preindustriale, dove si costruivano le flotte della Serenissima, e convertito successivamente a luogo espositivo. I Giardini della Biennale, invece furono realizzati da Napoleone, agli inizi dell’Ottocento, e ospitano oggi 29 padiglioni di paesi stranieri.

GIORNO 3

Il terzo e ultimo giorno, lo abbiamo dedicato alla visita di Murano e Burano, cittadine che sorgono anche loro nella laguna veneziana. Per la visita giornaliera vi consiglio di acquistare il pass per vaporetti di 24 ore, in modo tale da spostarvi senza pensieri e orari prestabiliti. In particolare, la linea del Vaporetto che porta a Murano e Burano è la numero 12.

Prima tappa è l’isola di Murano, famosa per la lunga tradizione della lavorazione del vetro. Ovviamente da non perdere è la visita al Museo del Vetro, dedicato alla storia della produzione vetraria nel corso dei secoli, e per acquistare i souvenir artigianali locali. Per una dimostrazione dal vivo della lavorazione del vetro, vi consiglio ORIGINAL MURANO GLASS OMG, attività prenotabile su Get Your Guide al costo di 5 euro.

Seconda tappa è invece Burano, caratteristica per le sue casette tutte colorate, intervallate da piccoli canali. In quest’isola invece è di gran rilievo la produzione artigianale del merletto, anche oggi possiamo vedere le signore sedersi alle porte delle loro case colorate per tessere un merletto meraviglioso decorato in modo insolito e bello.

Federica.

LE CANARIE: l’arcipelago dell’eterna primavera

Molti le conoscono come “il sole dell’Europa”, soprattutto per le sue costanti temperature miti e per la ricchezza naturalistica. Stiamo parlando dell’arcipelago delle Canarie, composto da cinque isole spettacolari, famose per le spiagge e la natura, uno scenario perfetto per rilassarsi prendendo il sole o praticare sport acquatici come il windsurf e il diving.

Tra i paesaggi più sorprendenti, spiccano quelli vulcanici di Lanzarote, le spiagge di dune di Fuerteventura e Gran Canaria e i verdi boschi di La Palma e La Gomera. L’isola più grande è invece Tenerife, dominata dal Teide, un vulcano attivo che ospita un osservatorio astronomico e fa parte del Parco Nazionale del Teide. 

CONSIGLI UTILI!

Per conoscere al meglio l’arcipelago, vi consiglio di riunire in un unico viaggio la visita di 2 o più isole, in modo tale da organizzare un vero e proprio on the road. Per gli spostamenti interni, soprattutto tra le isole più grandi vi consiglio l’aereo, in modo tale da risparmiare ore di viaggio e arrivare subito alla prossima destinazione. Ad esempio io, ho preso l’aereo di compagnia Binter per spostarmi da Tenerife a Fuerteventura e viceversa.

Per le isole più piccole, da Fuerteventura a Lanzarote ad esempio, ho preferito prendere il traghetto di 1 ora, per assaporare anche la navigazione via mare. Altra cosa fondamentale per le isole è il noleggio di un’auto che vi permette di visitare anche le zone più lontane e le spiagge più belle delle isole. Vi consiglio di affidarvi alla compagnia CICAR, che offre un’ampia gamma di auto a poco prezzo e completamente assicurate.

FUERTEVENTURA

Prima tra le isole più grandi che ho visitato, è stata Fuerteventura, conosciuta per le spiagge selvagge, le dune desertiche e gli sport acquatici. Partiamo dal nord dell’isola, alla scoperta di una delle città più importanti dell’isola, Corralejo, un paesino sul mare caratteristico dove ho soggiornato e dove passavo tutte le sere, tra ristornanti tipici e localini serali. HOTEL CONSIGLIATO: Mar Azul Corralejo

Nei dintorni di questo paesino, ci sono numerose spiagge da visitare a ridosso del famosissimo Parco naturale di Corralejo. Questa zona è caratterizzata da numerose dune di sabbia bianca, un vero e proprio deserto che finisce a picco nel mare, creando delle lunghe spiagge dove rilassarsi a prendere il sole, o per i più temerari cimentarsi negli sport acquatici, surf e windsurf. Altra attività consigliata, se non vi piace la spiaggia, è il Dune Buggy, dei quad divertenti che attraversano tutte le dune.

Nella zona nord dell’isola, troviamo anche l’importantissimo Calderon Hondo, un vulcano di 278 metri con sentieri da percorrere in trekking di circa 1/2 orette. Un pò faticoso, ma la vista è impagabile, se arrivate fino alla cima vedrete un belvedere panoramico lungo tutto il bordo del cratere, dal quale scorgere il mare. Consiglio di salire sul vulcano la mattina presto, evitate le ore più calde!

Altra cittadina da visitare, questa volta sul versante nord-occidentale, è El Cotillo, un villaggio dei pescatori caratteristico, dove pranzare, vedere le alte scogliere a picco sul mare e dove rilassarsi a fine giornata nella bellissima spiaggia bianca. Lì vicino c’è la famosa Pop Corn Beach, una spiaggia interamente cosparsa di coralli bianchi corrosi dal mare che danno l’idea di veri e propri pop corn. Attenzione che per arrivare a quest’ultima spiaggia, bisogna percorrere una strada sterrata, non troppo facile!

Spostandosi verso il centro dell’isola, non bisogna perdersi la città di Betancuria, capitale storica di Fuerteventura, caratterizzata da case bianche, numerose palme e la piazza dove si erge l’imponente Chiesa-Cattedrale. Nei dintorni della città ci sono molti spot fotografici, con viste panoramiche mozzafiato. Da non perdere è il Mirador de Giuse y Ayose, ma anche il Mirador de Las Penitas, con vista suggestiva su aspro e arido paesaggio montano, che ricorda il Far West.

Dopo aver visto la città, vi consiglio di rilassarvi nel borgo marinaro di Ajuy, caratterizzato da alcuni ristoranti, piccole botteghe e case dei pescatori. Famosa è invece una lingua di sabbia completamente nera, data probabilmente dal vicino vulcano. Oltre al relax sotto l’ombrellone, potete addentrarvi in un trekking alla scoperta delle scogliere di Ajuy, imponenti e a picco sul mare.

Se avete tempo di spingervi nella zona più a sud dell’isola, non potete perdervi Playa de Sotavento, una paradiso selvaggio e non attrezzato, dove la sabbia è dorata e l’acqua cristallina. Caratteristica è la lingua di sabbia che si crea grazie alle onde del mare e al vento, creando una sorta di piscina naturale tra il mare e la spiaggia. Vicino trovate anche un’altra cittadina carina, Puerto de la Cruz, importante per il suo Faro, posto esattamente nella punta più a sud dell’isola.

LANZAROTE

Con un traghetto di 1 ora, prenotato su Get Your Guide, abbiamo visitato la piccola isola di Lanzarote in giornata. Conosciuta per essere la più selvaggia e naturalistica dell’arcipelago, anche quest’isola è caratterizzata da bellissime spiagge, aree vulcaniche e grotte sotterranee. Inoltre è particolarmente conosciuta per l’arte e per il vino e i numerosi musei legati a essi.

Nella parte più a nord dell’isola, da non perdere è il Mirador del Rio, una delle una delle creazioni architettoniche più rappresentative di César Manrique, dal quale scorgere un panorama mozzafiato. E’ proprio qui a Lanzarote che l’artista diede il meglio di sè, dando vita a numerose opere, sparse per tutta l’isola. Tra esse spicca anche il Jameos del Agua, una struttura architettonica, dove fonde arte e natura grazie ad un complesso di tunnel sotteranei vulcanici e laghi salati.

Come a Fuerteventura, anche a Lanzarote è presente un grande vulcano, visitabile all’interno del Parco Nazionale Timanfaya. Qui oltre ad effettuare numerosi trekking con diverse difficoltà, potrete pranzare al Ristorante El Diablo, caratteristico per cucinare i cibi, direttamente sopra un calderone vulcanico in attività.

TENERIFE

Isola più grande dell’arcipelago, Tenerife è anche quella più turistica, piena di attività da fare e piena di hotel, soprattutto nella zona sud. Offre anche numerose spiagge di sabbia dorata o nera, e favolosi resort come Los Cristianos e Playa de las Américas. E’ proprio nella zona sud dell’isola, precisamente nella Costa Adeje, che ho alloggiato per altri 7 giorni. Noleggiando una nuova avuto, sempre con l’agenzia Cicar, ho effettuato un nuovo on the road per scoprire l’isola.

Prima tappa assolutamente da vedere è la capitale Santa Cruz de Tenerife, città a nord dell’isola con un grande porto e numerosi edifici ben conservati tra i quali spicca la chiesa coloniale dell’Immacolata Concezione. Non molto lontano dalla città troviamo Playa de las Teresitas, una spiaggia lunga 1,5 km con palme, sabbia dorata, lettini, ombrelloni, docce e ristoranti.

Tenerife è dominata dal picco più alto della Spagna, il monte Teide, un vulcano dormiente altissimo, visitabile all’interno del suo Parco Nazionale, sito UNESCO. E’ una tappa fondamentale per chi ama la natura, la montagna e i trekking, con viste panoramiche differenti. Partendo dal caldo arido, si passa in poco tempo attraverso boschi freschi di pino canario, fino ad arrivare sulla cima del cratere, dal quale scorgere direttamente il mare.

Altra fondamentale tappa sono le piscine naturali di Garachico, delle insenature create dalle onde nelle scogliere, che creano spettacolari giochi d’acqua. Queste piscine, sono ottime per fare il bagno in tranquillità, anche se sono popolate da molti granchietti rossi. Non molto lontano, troviamo invece il complesso di Los Gigantes, una porzione estesa di scogliere a picco sul mare chiamate così perchè imponenti e grandiose. Lo spettacolare paesaggio offre spiagge, colonie di delfini ed escursioni in barca in un ambiente unico.

Nella parte a sud dell’isola, quella più popolata, oltre a trovare numerosi hotel e locali, ci sono molte spiagge attrezzate che vale la pena vedere. In particolare, immancabile Playa de Fanabè, con il suo lungomare ciclabile, ma anche Los Cristianos dove possiamo trovare una lunga spiagga con il porto dal quale partono numerose escursioni alla ricerca di delfini e tartarughe marine. Ultima spiaggia importante, Las Americas, famosissima per gli sport acquatici, in articolare le scuole di Surf

HOTEL TENERIFE : Melià Jardin del Teide

ESCURSIONE DELFINI: Travelin´ Lady Tenerife (Get Your Guide)

SCUOLA DI SURF: Kontraola Surf School (Get Your Guide)

Federica.

TOUR: tra arte, storia e cibo a Firenze

Appena rientrata da un weekend da favola, non vedo l’ora di raccontarvi tutte le curiosità e le bellezze di Firenze. Soprannominata la città nobile, risulta essere la culla del Rinascimento, in quanto raggiunse il suo massimo splendore proprio nell’età moderna, sotto la ricca famiglia dei Medici.

Grazie a quest’importantissima casata, Firenze divenne un fulcro culturale ed economico di tutta la Toscana, dando alloggio a importanti figure artistiche, letterarie, scientifiche e politiche, che in qualche modo contribuirono a rendere la città ancora più interessante e bella. In questo tour di 2 giorni, vi porterò alla scoperta di tutti i monumenti, piazze e opere che la caratterizzano maggiormente.

GIORNO 1

Come sempre partiremo questo mini tour dalla comoda stazione di Santa Maria Novella, nome che viene direttamente dall’antistante monumento. Ci troviamo infatti davanti alla Basilica di Santa Maria Novella, centro antichissimo che raccoglie al suo interno capolavori d’arte come quelli di Giotto, Masaccio, Brunelleschi e tanti altri. Strabiliante anche la decorazione gotica sulla facciata, visibile dall’omonima piazza.

Districandosi tra i vicoli fiorentini, passerete davanti al rinascimentale Palazzo Strozzi, fino ad arrivare a Piazza della Repubblica. Anticamente zona di mercati popolari, oggi risulta essere una delle piazze più moderne ed importanti della città, grazie a negozi di lusso, eleganti caffè e addirittura l’antica giostra toscana. Atmosfera unica anche di sera!

Risalendo verso nord, vi ritroverete davanti al cuore pulsante di Firenze, in un concentrato di storia, arte e bellezza insieme. Sto parlando di Piazza Duomo, nella quale svetta la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con l’enorme cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto, e il Battistero di San Giovanni, un’affascinante struttura geometrica a pianta ottagonale. Entrambi i monumenti sono realizzati in perfetto stile gotico e interamente ricoperti da marmo bianco e verde di Prato. **Consigliata è la visita all’interno, ma attenti alla fila, prenotate online con largo anticipo!**

Successivamente passeggiate per Via dei Calzaiuoli, per fare un pò di shopping e cercare da mangiare per pranzo. Assolutamente da provare è la Schiacciata Fiorentina, una buonissima pizza bianca unta e salata, ripiena di quello che volete. Potrete scegliere tra salumi, formaggi, salse, verdure e molto altro. Mio posto del cuore dove assaggiarla è La Fettunta!

Alla fine della via, vi ritroverete in Piazza della Signoria, fulcro del potere civile e politico della città, nella quale ammirerete l’imponente Palazzo Vecchio, anticamente sede del Consiglio della Repubblica di Firenze, mentre oggi museo. Sempre nella piazza sono presenti numerose statue, come la copia del David di Michelangelo, la Fontana del Nettuno e ulteriori bellezze di marmo racchiuse nella Loggia dei Lanzi, una piccola galleria a cielo aperto.

Alle spalle della piazza, c’è la famosissima Galleria degli Uffizi, un enorme museo organizzato come un lungo labirinto di stanze con straordinarie opere d’arte raccolte nel corso dei secoli dalla famiglia Medici. Vi suggerisco di spenderci almeno 2 ore per ammirare le bellissime opere di Botticelli, Giotto, Piero della Francesca, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio e tanti altri. **SUGGERIMENTO: Anche qui prenotate online con largo anticipo! Vi eviterete la lunga fila per entrare e fare il biglietto**

Ultima attività da svolgere è sicuramente la passeggiata al tramonto lungo la sponda dell’Arno. Ammirate da lontano il caratteristico Ponte Vecchio, sul quale si potrà camminare e visitare i negozi di orafi che attualmente si trovano ai lati del ponte. Ed è proprio di sera che qui l’atmosfera diventa ancora più suggestiva e romantica.

Ovviamente prima di andare a dormire, vi consiglio di fare una cena a base di bistecca Fiorentina, che vi costerà un pochino ma ne varrà veramente la pena. Attenzione però, non c’è da scherzare, la carne va assolutamente mangiata al sangue!!

GIORNO 2

Il secondo giorno parte alla grande, con una visita programmata al Museo Interattivo di Leonardo da Vinci, dove potrete ammirare e provare tutte le sue geniali creazioni. La visita dura all’incirca un’oretta ma ne vale assolutamente la pena. Dopo vi consiglio di dare un’occhiata alla Basilica della Santissima Annunziata, un complesso religioso di estrema bellezza che si trova annessa all’Università di Firenze e all’Ospedale degli Innocenti, edificio realizzato da Brunelleschi.

Altro museo fondamentale della città da visitare assolutamente è la Galleria dell’Accademia. Qui oltre ad ammirare centinaia di opere, troverete il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo, tra cui la più importante, il David. Realizzata in marmo, questa scultura alta più di 5 metri, è considerata un capolavoro della scultura mondiale e emblema perfetto dei canoni rinascimentali.

Dopo aver fatto una scorpacciata di arte e bellezza, è ora di dirigersi alla ricerca del cibo per pranzo. Vi consiglio assolutamente di provare il Mercato Centrale di Firenze, nello storico mercato coperto nel quartiere San Lorenzo. Qui potrete trovare un’infinità di botteghe che propongono ogni tipo di street food, ovviamente valorizzando il prodotto locale. Assolutamente da non perdere è il Lampredotto, panino farcito con frattaglie varie e salse particolari.

Nel pomeriggio se siete ancora energici, potete spostarvi aldilà dell’Arno. Superato nuovamente Ponte Vecchio, vi consiglio di visitare il Giardino di Boboli, un parco storico della città, nato come giardino granducale di Palazzo Pitti. E’ infatti attorno ad esso che si intrecciano le “verdi architetture” della natura, le numerose statue e spettacolari fontane, che contribuiscono a rendere il parco un museo a cielo aperto.

Vista assolutamente da non perdere è quella che si vede da Piazzale Michelangelo, il più famoso punto di osservazione del panorama cittadino. Riprodotto in innumerevoli cartoline, è una meta obbligata dei turisti in visita alla città, che vi consiglio di visitare nell’orario del tramonto, per avere un’atmosfera ancora più suggestiva.

Con questi due giorni il mio viaggetto per Firenze è terminato. Ovviamente come al solito posterò le mie foto del tour. Spero vi piacciano, io le trovo favoloseee!

Federica.

TOUR: Quel ramo del Lago di Como

Oggi vi porto su uno dei laghi più famosi non solo della Lombardia, ma anche d’Italia. Oltre a esser celebre grazie a Manzoni nel quale ambientò il romanzo I promessi sposi, il Lago di Como, oggigiorno è diventata una meta molto chic per i vip, organizzando nella zona lussuosissimi matrimoni o comprando delle enormi ville per trascorrere le vacanze.

Il Lago offre un paesaggio spettacolare ai piedi delle Prealpi, la cui forma del bacino ricorda una “Y” capovolta, alle cui estremità sorgono le famosissime città di Como e Lecco. Ed è proprio alla scoperta della natura che voglio portarvi in questo nuovo tour, che vi consiglio di intraprendere sia di inverno (per assaporarne tutta la magia natalizia) ma anche in primavera, con la fioritura e il caldo.

GIORNO 1

Vi consiglio di spendere la prima mezza giornata per ammirare tutte le bellezze di Lecco, e perchè no anche per scoprire tutti i luoghi manzoniani dei racconti di Renzo e Lucia. Fate una passeggiata nel romantico quartiere di Pescarenico, antico villaggio dei pescatori che sorge lungo le rive del fiume Adda, oppure fermatevi nel museo letterario di Villa Manzoni e la medievale Torre Viscontea. Suggestivo è anche il lungolago della città dal quale partono numerosi taxi boat, attività folkloristica per visitare l’intero golfo.

Per pranzo ci spostiamo nel “ramo occidentale della Y” precisamente, nella città di Como, da cui prende il nome l’intero lago. Vi suggerisco di perdervi tra i vicoli storici e scoprire i numerosi ristoranti, dove assaggiare le prelibatezze del posto, come il pesce di lago, ma anche la polenta comasca o i gustosi pizzoccheri. Nella città potrete visitare lo splendido Duomo in stile gotico, passeggiate sul percorso pedonale lungo il lago, oppure salire sulla Funicolare per raggiungere il punto panoramico per vedere la città dall’alto.

Ultima tappa della giornata è Cernobbio, che vi consiglio come meta perfetta per cercare un hotel, più conveniente e tranquilla rispetto alle precedenti città. Qui fate una lunga passeggiata nel Parco di Villa Erba, costruzione che ospita il Centro Internazionale dei Congressi, con vista direttamente sull’acqua. Da visitare anche il centro storico e il bellissimo lungolago, che sotto il periodo natalizio si riempie di suggestivi mercatini.

** CONSIGLIO: se non sapete quale alloggio scegliere a Cernobbio vi suggerisco “La finestra sul Lago”, dei caratteristici appartamenti riforniti di tutte le comodità con vista panoramica dall’alto. Svegliarsi lì ed aprire la finestra la mattina, è un’esperienza davvero magica**

GIORNO 2

Questo secondo giorno partirà alla scoperta del centro lago. Vi consiglio infatti di partire presto alla volta di Menaggio, costeggiando la riva per tutto il tragitto e fermandovi nei punti panoramici, come quello dell’Isola Comacina. Nella città, oltre a fare shopping per le vie del centro, potrete passeggiare sul lungolago rinfrescandovi sulla lunga spiaggia Lerai, oppure fare trekking nel verdissimo Parco di Val Sanagra.

Vista la centralissima posizione, Menaggio offre anche la possibilità di spostarvi nelle altre città grazie ai traghetti. Ed è proprio l’esperienza che vi suggerisco, quella di navigare le acque cristalline e arrivare in pochissimo tempo nei caratteristici borghi di Varenna e Bellaggio.

Approdando nel porto della prima città, vi ritroverete immersi in uno degli scenari suggestivi più belli del lago. Infatti vi ritroverete ad attraversare la romantica Passeggiata degli Innamorati, che vi porterà direttamente nel coloratissimo centro storico di Varenna. Perdetevi per le viuzze del borgo, visitate Villa Monastero con il suo parco, e perchè no, salite fino alla terrazza panoramica del Castello di Vezio.

Riprendendo il battello, farete questa volta tappa a Bellaggio, passando per il centro esatto del lago, ovvero Punta Spartivento. Questa nuova città oltre a offrire un incantevole lungolago alberato, è caratterizzata da un grazioso centro storico arroccato sul promontorio noto per le stradine lastricate e gli edifici eleganti. Da non perdere è il Parco di Villa Serbelloni, un giardino terrazzato del XVIII secolo, ovviamente con vista mozzafiato.

Ed anche questa giornata alla scoperta del lago, è terminata. Ovviamente io vi ho riassunto tutto quello che si può fare nella zona in soli 2 giorni, ma se avrete a disposizione ulteriore tempo vi consiglio di spingervi anche a nord per visitare le altre città lacustri.

In basso il Photobook del mio viaggio poco assolato.

Federica.

TOUR: Milàn, l’è un gran Milàn!

Altro giro, altra corsa! Questa volta visitiamo in lungo e in largo la metropoli per eccellenza e capitale assoluta della moda e del desing. Vi svelo che ho riscoperto la città solo ultimamente, perchè fino allo scorso anno non ero mai stata attratta dall’idea di una città sempre uggiosa e triste. Sono stata a Milano solamente molto tempo fa, in occasione dell’Expo del 2015, ma non ho avuto mai modo di visitarne il centro e i monumenti più importanti.

In questi ultimi mesi invece sto salendo spesso “su al nord”, e come sempre mi piace spenderci brevi weekend di 2/3 giorni al massimo. Anche in questo caso vi racconterò tutto quello che ho visto personalmente, i miei tragitti e le mie impressioni, alla scoperta della città più esclusiva e internazionale dell’Italia.

GIORNO 1

Come sappiamo Milano ha un importante fulcro centrale dal quale si dirama tutta la città. Questo fulcro è sicuramente Piazza Duomo, circondata da edifici storici, tra cui il Museo del Novecento e il Palazzo Reale con opere d’arte neoclassiche di straordinaria bellezza.

Ovviamente la piazza è famosa soprattutto per l’imponente Duomo di Milano, simbolo indiscusso del capoluogo lombardo. E’ la cattedrale gotica più grande d’Italia, decorata con centinaia di guglie e statue di marmo bianco, sopra la quale svetta la dorata Madunina, amata da tutti i milanesi e non solo. Visitatene l’interno, ma soprattutto vi consiglio di salire sulle terrazze, da cui si gode una vista imperdibile sulla tutta la città. 

Dopo la meraviglia architettonica, mi sono dedicata allo shopping percorrendo Corso Vittorio Emanuele II, a metà del quale potrete visitare il lussuosissimo palazzo della Rinascente e fare tappa nella famosa terrazza, dove sorseggiare un aperitivo con vista Duomo. Procedendo con le compere vi consiglio di non farvi mancare la Galleria Vittorio Emanuele II, centro commerciale con negozi e ristoranti prelibati.

**FUN FACT: sul pavimento della Galleria, precisamente sul mosaico del Toro, nasce un rito scaramantico, che prevede di girare ben 3 volte con il tacco della scarpa sulle palle del povero animale, per ricercare un pò di fortuna**

Uscendo dal lato posteriore della Galleria, ci troveremo davanti il Teatro della Scala, sfarzoso e antico teatro sede della lirica italiana. Vi consiglio anche qui una visita guidata all’interno per ammirarne tutte le curiosità e bellezze. Usciti dal Teatro, mi sono districata tra le vie di Milano, per arrivare a Piazza Cairoli, centralissima e con una posizione strategica per ammirare l’intera facciata del Castello Sforzesco.

Ed è proprio con il Castello Sforzesco che continua e finisce il nostro primo giorno di tour. Qui potrete ammirare tutta la fortezza di periodo medievale, i torrioni caratteristici e i vari musei interni, nei quali riscoprire numerose opere d’arte di straordinaria bellezza. Per le sue arie medievali, è spesso meta di mercatini del libro o dell’antiquariato, ma anche set fotografici.

Un suggerimento inoltre è di perdervi tra la natura del retrostante Parco Sempione, una grandissima area verde della città, che presenta vaste zone alberate e un grazioso lago artificiale. Oltre alle varie specie animali e vegetali, nel parco si possono osservare degli edifici interessanti, come il Palazzo della Triennale d’Arte, l’Acquario, l’Arena Civica, e l’imponente Arco della Pace, costruito per commemorare le vittorie di Napoleone.

GIORNO 2

Grazie anche alla velocissima ed efficientissima Linea Metropolitana, si può accedere a qualsiasi zona della città, anche le aree più esterne come ad esempio alla stazione di Porta Garibaldi, famosa soprattutto per ospitare una delle più moderne aree costruite. Parliamo della moderna e spettacolare Piazza Gae Aulenti e del retrostante parco dal quale si può ammirare l’imponente Bosco Verticale, un complesso residenziale totalmente incentrato sulla biodiversità.

Dopo lo shopping vi suggerisco di visitare la Pinacoteca di Brera, situata nell’omonima zona a nord della città. La galleria nazionale di arte antica e moderna, risulta essere uno dei complessi più vasti di Milano, presentando celebri raccolte di artisti italiani e stranieri. Da non perdere a mio avviso, le opere di Tintoretto, Tiziano, Mantegna, Canaletto, Carrà, Piero della Francesca, Bramante, Raffaello, Caravaggio, ma anche Van Dyck, Hayez, Braque e molti altri.

Spostandoci nuovamente con la Metro, arriveremo nel rinomato quartiere di CityLife, conosciuto per i lussuosi appartamenti ultramoderni e grattacieli all’avanguardia. Qui oltre alla zona residenziale, possiamo passeggiare nel rilassante Parco delle Tre Torri, ma anche fare shopping sfrenato nel CityLife Shopping District, il centro commerciale più chic di Milano. Altra chicca nel quartiere è l’Allianz MiCo Convention Center che con la sua incredibile e fantascientifica copertura vaporwave ospita numerose fiere ed eventi.

Ultima ma non per importanza, è una visita alla zona dei Navigli, forse l’area più amata e frequentata della città per la presenza di numerosi locali e per la vivace vita notturna. A partire dalla Darsena, l’antico porto della città, si può girare per le vie del quartiere come se fossimo in una “piccola Venezia”. Infatti in ogni via ci sono dei canali artificiali, costeggiati di giorno da mercatini, gallerie d’arte e botteghe di artigiani, mentre di sera, da locali e ristoranti dove fare aperitivo e mangiare.

E anche questo giretto alla scoperta di Milano è terminato nei consueti 2 giorni. Ovviamente se a disposizione, avrete più di un weekend, vi consiglio di visitare Milano in modo approfondito, e perchè no, di spingervi anche nelle vicine città, come Monza, Pavia, Bergamo, Novara e così via.

Di seguito una carrellata di mie fotografie di Milano.

Federica.

TOUR: la dotta, la grassa e la rossa Bologna

Una fra le città della nostra penisola che ho visitato ultimamente è Bologna, città ricca di storia e di vita culturale e sociale. E’ nota a tutti per essere sede della più antica università del mondo fondata nel 1088, tanto che da essa la città prende il soprannome “la Dotta”.

Oltre alla Dotta, Bologna viene chiamata anche “la Grassa”, per le sue tipiche e squisite pietanze, come tortellini, mortadella, lasagne, tagliatelle al ragù e crescentine, ma anche “la Rossa”, non solo per il suo passato politico, ma anche per le caratteristiche colorazioni rosse delle mura, delle case medievali e dei tetti in cotto.

Ma partiamo subito con il mio Tour personalizzato, che io stessa ho provato a Novembre dello scorso anno. Ci sono stata solamente due giorni, un classico weekend fuori porta, che però è bastato per ammirare e assaporare ogni aspetto della città emiliana.

GIORNO 1

Scesa dalla Stazione Centrale, mi sono diretta verso il centro storico, passando inizialmente davanti al Parco della Montagnola, il giardino più antico della città, nel quale fare passeggiate sotto gli alberi, riposare sulle panchine o assistere a numerose manifestazioni, giochi e gare sportive. 

Procedendo su Viale dell’Indipendenza, mi sono ritrovata davanti a un doppio scenario. Se da una parte il vialone risulta estremamente moderno, con negozi e locali dove fare aperitivo, dall’altra parte ne ho subito notato l’importante patrimonio architettonico grazie alla presenza dei famosi Portici, distribuiti in modo costante per tutta la città.

Questo imponente Viale, porta direttamente al fulcro storico bolognese, ovvero la Piazza del Nettuno e la Piazza Maggiore. La prima, più piccolina ospita l’imponente statua del Nettuno e l’antico palazzo di Re Enzo, mentre la seconda, più grande, è considerata la piazza principale del centro storico. Da essa infatti si può ammirare l’incredibile facciata incompiuta della Basilica di San Petronio.

Dopo aver visitato l’interno della Basilica, dalla piazza mi sono diretta verso Via delle Pescherie Vecchie, vicoletto caratteristico dove un tempo si concentravano tutte le botteghe antiche per la vendita di carne e pesce. Oggi quei locali sono stati trasformati in piccoli ristorantini e bistrot per fare aperitivi e pranzi dove gustare le prelibatezze bolognesi, come mortadella e tortellini.

Vi consiglio qui di fare tappa alla Salumeria Simoni (aperitivo con tagliere) oppure al ZeroCinquantello Osteria (tantissime varietà di tortellini)

Dopo una bella abbuffata, vi consiglio di passare il pomeriggio all’insegna dello Shopping di lusso alla Galleria Cavour, con l’antistante piazza, famosissima per la Statua di Cavour ma anche la Panchina di Lucio Dalla.

GIORNO 2

Il secondo giorno partirà alla grande, con un’escursione che vi porterà al di fuori delle mura della città. Da piazza Maggiore infatti, partirà il San Luca Express, un piccolo trenino caratteristico che in un ora di viaggio vi porterà sui famosi colli bolognesi. Durante il tragitto potrete vedere in vari punti panoramici Bologna dall’alto, ma anche i famosi portici.

Il trenino vi porterà direttamente al Santuario della Madonna di San Luca, importantissima meta di pellegrinaggi per venerare l’icona della Vergine col Bambino detta appunto “di San Luca”. I pellegrini affrontavano una ripida salita di 1,9 km sotto i portici per arrivare in cima, mentre ora, grazie all’assistenza del trenino, risulta molto più facile.

Dopo aver passato circa mezza giornata alla scoperta del Santuario, vi consiglio di ritornare a Bologna per il pranzo, nello specifico a Via Rizzoli, principale arteria della città ricca di negozi e ristorantini. Io ho trovato un bellissimo BeB proprio su questa via che vi consiglio: Acquaderni Rooms.

Dando uno sguardo alla fine del vialone, potrete ammirare le maestose Torri bolognesi: Torre Garisenda e la Torre degli Asinelli. Procedendo in avanti, arriverete al famosissimo Santuario di Santo Stefano, un’antichissimo complesso formato da 7 chiese, cripte e cappelle realizzate in epoca medievale. L’entrata è gratuita, vi consiglio di dare un’occhiata e scoprirne le meraviglie nascoste.

La seconda giornata di questo weekend bolognese sta giungendo al termine, e vi consiglio di tornare verso la stazione centrale per riprendere il treno. Ma non prima di aver sgattaiolato tra i vicoletti della città alla ricerca della Piccola Venezia, una zona molto famosa di Bologna, soprattutto grazie all’instagrammabile Finestrella sul Canale delle Moline.

Di seguito alcuni scatti del mio viaggio a Bologna. 🙂

Federica.

Ritornando in grande stile!

Ed eccomi qua, che ritorno su questo blog dopo circa 1 anno di assenza. Vi chiederete, che cosa sarà successo in questo lungo anno? Non molto in realtà, sono sempre la noiosa, ma allo stesso tempo pazza Federica. La mia vita è sempre la stessa, divisa tra svago e lavoro, lavoro e svago, niente di più.

Per quanto riguarda il lavoro, è rimasto tutto invariato. Dalla mattina alla sera guadagno sulle sventure automobilistiche della gente. Continua a non essere l’impiego dei miei sogni, ma non mi lamento perchè passo le giornate volentieri. Ho i miei spazi, ho i miei tempi, e posso farmi i fatti miei sul computer, perchè diciamocelo: su Facebook durante il lavoro ci vanno tutti!

Oltre a Facebook, mi piace visitare siti di shopping e fare compere compulsive, vedere video stupidi su Instagram e ogni tanto scrivere su questo blog del più e del meno. Visto che il mondo dell’arte nello scorso anno, l’ho approfondito in ogni sua sfaccettatura scrivendone più di 400 articoli, ho deciso questa volta di cambiare tematica.

Chi mi conosce sa quanto adori viaggiare e scoprire posti sconosciuti. Mi ha sempre elettrizzato l’idea di vedere nuovi paesi, conoscerne usi e costumi differenti dai miei, e perchè no, assaggiare anche i cibi più strani. Fin da piccolissima infatti, i miei genitori mi hanno portato ovunque, ed è grazie a loro che ora non posso più farne a meno.

In tutta la mia vita mi sono spostata in varie nazioni dell’Europa, scoprendone le principali capitali. Dai mercatini di Vienna, ai tulipani di Amsterdam, dalle spiagge della Grecia alla storia di Berlino. Ma non solo, mi sono spinta fuori dal continente per visitare l’America, atterrando nelle città di New York, Buffalo, Washington, Toronto, Baltimora e Philadelphia, e gli Emirati Arabi con l’orientaleggiante Dubai e Abu Dhabi.

Tutti questi posti mi hanno decisamente arricchito, sia dal punto di vista culturale che sociale. Ho imparato a stare insieme ad altre persone, specialmente a quelle che per fisico e tradizioni sono differenti da me. Di tutto quello che scoprivo ne ho sempre fatto tesoro, tesoro che vorrei condividere con voi, scrivendone su questo blog.

Ed è per questo che annuncio ufficialmente al mio ridotto ma fedele pubblico, che ho aperto una nuova sezione totalmente inedita, dove affronterò tutte le tematiche che riguardano i viaggi. Specialmente, realizzerò dei mini tour alla scoperta delle città che ho visitato nel passato e che mi sono rimaste nel cuore, ma anche quelle che visiterò in futuro.

Non vedo l’ora di partire insieme a voi!

Troverete tutti gli articoli nella sezione “Tour” del mio blog. https://ragazzacreativa.blog/tour/

Federica.

TOUR: stai a cercà Maria pe’ Roma?

Conosciuta come la Città Eterna, la Città dei Sette Colli e la Città dell’Amore, Roma è una città unica, colma di bellezze da vedere almeno una volta nella vita. Ovviamente per un turista è complicato concentrare tutte le cose da visitare in pochi giorni di viaggio, ed è difficile assaggiarne tutte le prelibatezze. Tra carbonara, gricia, supplì, porchetta e tanto altro, tornerai a casa rotolando.

Come per il turista, anche per me, che sono nata e cresciuta a Roma, è difficile creare un tour di pochi giorni alla scoperta dei monumenti più importanti della storia romana, e delle attrazioni più caratteristiche. Ecco perchè di seguito non leggerete il classico tour impostato su vari giorni, ma saranno delle mini passeggiate di 1 giornata che potrete scegliere e unire a vostro piacimento.

TOUR 1: Dalla via dello shopping alla via dei Fori

Uno dei miei tour preferiti è senza dubbio quello che unisce la mondanità e lo shopping, con i monumenti e la storia antica. Questo piccolo viaggio parte da Piazza del Popolo, monumentale ed elegante piazza, da cui parte il famoso tridente, via del Babuino, via di Ripetta e via del Corso, le tre arterie principali del centro storico di Roma. Ed è proprio quest’ultima che percorreremo fino alla fine, tra negozi, chiese barocche e artisti di strada.

In uno dei famosi incroci di via del Corso, potrete fare una piccola tappa girando a sinistra, percorrendo la lussuosa via dei Condotti, alla fine della quale vi troverete davanti la bellissima e imponente scalinata di Trinità dei Monti, e la sottostante Piazza di Spagna. La grandiosa struttura in travertino, costituisce uno spazio architettonico che serve sia per il transito sia come luogo di incontro e di sosta.

Ritornando su via del Corso, arriverete davanti piazza Colonna, al centro della quale svetta la maestosa Colonna Traiana. Sulla destra della piazza, entrerete nella zona politica di Roma, con Palazzo Chigi, sede del Governo Italiano, Palazzo Montecitorio e la Camera dei deputati. Sulla sinistra invece troverete il famoso Palazzo Colonna, bellissimo centro commerciale oggi noto come Galleria Alberto Sordi. Dietro alla Galleria, sgattaiolando tra le viette romane, vi si aprirà davanti agli occhi uno scenario sublime: la monumentale Fontana di Trevi.

Altra visione celestiale che apparirà davanti ai vostri occhi procedendo su Via del Corso, è Piazza Venezia. L’imponente e patriottico Altare della Patria, è composto da scalinate e terrazzamenti, arricchiti da bassorilievi e gruppi scultorei in bronzo, come le due quadrighe in alto, allegorie di Patria e Libertà, e l’enorme statua equestre di Vittorio Emanuele II.

Successivamente si entra in quello che è un complesso architettonico unico al mondo, i Fori Imperiali, composto da una serie di edifici e piazze maestose, creato inizialmente da Giulio Cesare nel 46 a.C. Al Foro di Cesare, seguirono il Foro di Augusto, il Foro di Nerva e il Foro di Traiano, il più grande. Alla fine di via dei Fori Imperiali, troverete il Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto con il nome di Colosseo. Probabilmente il monumento più famoso al mondo e simbolo della grandezza di Roma, e credo che non abbia bisogni di descrizioni.

TOUR 2: la Roma religiosa e barocca

Con questo secondo tour vi porterò all’estero. Scherzavo! Entreremo solamente nella città del Vaticano. Partiremo appunto dalla Basilica di San Pietro, famosa in tutto il mondo per essere il simbolo della religione cattolica. Importanti al suo interno anche i Musei Vaticani, che espongono l’enorme collezione di opere d’arte accumulata nei secoli dai diversi papi, e il colonnato del Bernini, una fila di colonne prospettiche e imponenti, che abbracciano tutta la piazza antistante alla Basilica.

Superato il colonnato, si procede su via della Conciliazione, fino ad arrivare al Mausoleo di Adriano, meglio conosciuto come Castel Sant’Angelo, edificio unico nel suo genere perché nel corso del tempo fu mausoleo, castello, caveau per il Tesoro della Chiesa, tribunale, prigione ed oggi monumento, area archeologica e museo. Davanti troveremo l’omonimo Ponte Sant’ Angelo, famosissimo per le 10 imponenti statue raffiguranti gli Angeli.

Attraversando il ponte, daremo uno sguardo al Tevere, passando dall’altra sponda del fiume. Qui procederemo per Via dei Coronari, una stradina stretta ma caratteristica con un’atmosfera secolare, costellata di negozietti e piccole osterie dove mangiare i piatti tipici romani. Nella strada è presente anche l’omonimo teatro, tanto che per la sua bellezza è stata scelta per numerose opere del cinema italiano.

Alla fine della via, ci ritroviamo catapultati nello Stadio di Domiziano, ora conosciuta come Piazza Navona, uno dei complessi urbanistici e architettonici più spettacolari della Roma Barocca. Qui troveremo Palazzo Pamphilj, l’imponente facciata della chiesa di Sant’Agnese in Agone, completata dal Borromini, e la meravigliosa Fontana dei Quattro Fiumi, opera del Bernini.

Sgattaiolando per i vicoli romani, si può arrivare ad un’ altro esempio di architettura monumentale, ovvero il Pantheon, da sempre ammirato per la sua bellezza, l’armonia delle linee e il calcolo perfetto delle geometrie. L’edificio di struttura cilindrica, è famoso soprattutto per la sua enorme cupola al centro della quale si apre l’oculo, un foro dal quale può entrare la luce e addirittura la pioggia.

TOUR 3: Tra natura e quartieri caratteristici

Questo terzo tour è un po’ insolito, vedremo una parte della città eterna che spesso viene accantonata. Partendo dal Circo Massimo, un antico stadio dedicato alle corse dei cavalli e spettacoli pubblici, si risale il colle Aventino passando per lo splendido Roseto Comunale, un giardino fiorito che ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, persino dalla Cina e dalla Mongolia. 

Continuando a passeggiare sul colle si arriverà ad un’altra area naturale, il romantico Giardino degli Aranci, un aranceto molto frequentato grazie alla terrazza che fornisce una splendida vista di Roma che va dall’ansa del Tevere alla Basilica di San Pietro. Più avanti si trova invece il Buco della serratura, un grande portone dalla cui serratura si intravede la cupola di San Pietro incorniciata dalle siepi dei giardini.

Scendendo dal colle ci ritroveremo sul lungo Tevere, che attraverseremo per entrare nel famosissimo rione di Trastevere, caratteristico e originale dall’atmosfera bohémien, noto per le trattorie tradizionali, le birrerie artigianali e i negozi di artigianato. Anche in questo quartiere potrete trovare le radici della storia antica, grazie alla Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

Proseguendo tra i vicoli trasteverini, si arriverà nuovamente lungo fiume, oltrepasseremo l’antico Ponte Cestio, per mettere piede sull’Isola Tiberina. Unica isola urbana del Tevere, è da sempre legata all’ambito medico, grazie ad una leggenda risalente al 291 a.C. Vocazione medica che proseguì nel Medioevo e continua ancora oggi con l’ospedale “Fatebenefratelli” tutt’ora attivo, e l’ospedale Israelitico.

Spostandoci nell’altra sponda del Tevere, entreremo in un piccolo quartiere ricco di testimonianze archeologiche e culturali, oltre che religiose, ovvero il Ghetto Ebraico. Considerato tra i più antichi al mondo, tra le sue vie possiamo trovare il Tempio Maggiore, la grande Sinagoga e il Museo Ebraico, oltre a ristorantini pieni di ricercatezze e specialità culinarie che hanno ispirato in maniera significativa la cucina tradizionale romanesca.

Riscendendo verso il Circo Massimo, punto iniziale del nostro mini tour, faremo tappa alla Bocca della Verità. Si tratta di un antico mascherone in marmo, divenuto uno dei simboli di Roma grazie alla leggenda medievale che lo coinvolge, secondo cui la bocca potesse mordere la mano di chi non avesse affermato il vero.

TOUR 4: Musica, Musei, Sport e movida

Questo quarto tour è adatto per, chi come me, ha una moltitudine di interessi diversi. Per affrontare questa passeggiata, ci spostiamo nella zona nord del centro di Roma, precisamente partiamo da Ponte Milvio, è tra i ponti più antichi e romantici di Roma, luogo di ritrovo di giovani romani e turisti, per la presenza dei locali e ristoranti più trendy della Capitale.

Spostandoci lungo il Tevere, passeremo davanti al Palazzo della Farnesina, importante Ministero degli Affari Esteri, per poi arrivare al mega complesso del Foro Italico, tempio dello sport. Di esso fanno parte la sede del CONI, lo Stadio dei Marmi famoso per le numerose statue marmoree che lo decorano, e lo Stadio Olimpico, importante per le dispute di calcio delle due squadre della città, la Roma e la Lazio.

Superato il mondo dello sport, ci dirigiamo in quello che è il quartiere della Musica e dello Spettacolo. E’ proprio grazie al maestoso Ponte della Musica, opera in cui si fondono sinuosità e luminosità architettonica, che si passa nell’altra sponda del Tevere. Procedendo in avanti, arriveremo al bellissimo MAXXI, primo museo nazionale dedicato alle arti e all’architettura contemporanee, che produce e ospita mostre di arte, architettura, progetti di design, fotografia, moda, rassegne cinematografiche e performance di teatro e danza.

Facendo una pausa, ci ritroviamo catapultati nuovamente nel mondo dello sport grazie al Palazzetto dello Sport, dove si disputano numerose gare di Pallavolo, Basket e Arti Marziali, e lo Stadio Flaminio, che ospita le squadre di Rugby e Football Americano. Entrambe le strutture sorgono su due vie principali e molto importante del quartiere Parioli, ovvero Via Flaminia e Viale Tiziano.

Ultima, ma non per importanza è la tappa che faremo nel cuore pulsante della Musica e dello Spettacolo, ovvero l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Progettato dall’archistar Renzo Piano, si tratta di un un grande complesso polifunzionale che accoglie tutti i generi e le espressioni artistiche, dalla musica, alla danza, allo spettacolo, e tanto altro.

Altre bellezze da visitare

Villa Borghese, parco che occupa una vasta area di città e racchiude al suo interno edifici, sculture, monumenti, contornati da alberi, laghetti, giardini all’italiana da visitare a piedi o con il particolare risciò. Caratteristico è il Pincio, terrazza con la vista panoramica su Piazza del Popolo e su tutta Roma

Quartiere dell’Eur, caratterizzato da architetture eleganti, ampi viali ed edifici di impronta razionalista, progettato per ospitare l’Esposizione Universale Romana del 1942. L’area è punteggiata da numerose aree verdi, tra cui il vasto Parco Centrale dell’Eur con l’incantevole Laghetto e la Passeggiata del Giappone.

Quartiere Testaccio, nel quale si respira l’anima popolare e artistica della città. Con il Monte dei Cocci e il Nuovo Mercato Testaccio, assaporerete la romanità antica. Con lo spazio culturale del Mattatoio e la Città dell’altra Ecomonia, potrete ammirare le opere e i murales più belli della città. Da non perdere anche la Piramide Cestia e il cimitero Accattolico.

-Gita fuori porta ai Castelli Romani, un area situata ad est di Roma, formata da paesini caratteristici, tra cui Frascati, Ariccia, Castel Gandolfo, Rocca Priora, Marino, Nemi e tanti altri. Oltre all’incredibile varietà naturalistica, tra montagne, laghi e boschi, i castelli sono famosi per le numerose ville e residenze lussuose, ma anche per il cibo tipico. Vi consiglio di assaggiare la porchetta ad Ariccia, il vino di Frascati e le fragoline di bosco di Nemi.

-Gita fuori porta sul Litorale Romano, alla scoperta delle più belle spiagge e lidi della zona romana. La più alta è Fregene, una spiaggia chic, frequentata soprattutto da ragazzi che fanno aperitivi al tramonto. Poi c’è Fiumicino, caratterizzata dalla vicinanza con l’aeroporto e infine Ostia, graziosa cittadina sul mare che offre ogni servizio, per giovani e per famiglie.

Federica.

TOUR: Roma alla scoperta di Francesco Borromini

Francesco Borromini non ha bisogno di presentazioni, è semplicemente uno degli artisti più famosi di sempre. Scultore, urbanista, architetto, pittore, scenografo e commediografo italiano, un artista poliedrico e multiforme, Borromini è considerato uno dei massimi protagonisti della cultura figurativa barocca. Insieme a Bernini, il suo obiettivo fu soprattutto cambiare il volto alla Capitale, abbellendola e decorandola con alcune delle opere più importanti e imperdibili della città.

Uomo schivo, ombroso e di umore malinconico, ma dotato di grandissimo ingegno e tecnica, l’architetto Francesco Castelli, conosciuto a tutti come Borromini, fu attivo soprattutto nella scena del Barocco Romano. Fu in fatti a Roma che operò maggiormente. I lavori architettonici e scultorei di Borromini a Roma sono innumerevoli e attraverso questo articolo ne scopriremo alcune delle più importanti e sorprendenti.

Baldacchino di San Pietro

Le prime testimonianze riguardo al suo arrivo a Roma risalgono al 1619 quando ricevette l’incarico di Intagliatore in pietra nella grande Fabbrica di San Pietro. Qui si ritrovò nella città papale in un momento di grande fervore artistico, collaborando con molti artisti famosi, come l’architetto Carlo Maderno, che, riconosciuto lo straordinario talento del giovane artista, lo accolse sotto la propria ala. Fu proprio alla morte di quest’ultimo, che Borromini divenne assistente di Gian Lorenzo Bernini, artista di grande fama a Roma, con il quale collabora alla realizzazione del “Baldacchino” di San Pietro.

Di dimensioni considerevoli, il Baldacchino venne progettato come arredo liturgico cristiano, e situato sull’altare maggiore come punto cruciale e più importante della chiesa, al di sotto del quale vi risiede la cripta della Basilica. Particolari sono le 4 colonne tortili, alte 11 metri, decorate con rami di lauro (che alludono alla passione del papa per la poesia), lucertole (simbolo di rinascita e di ricerca di Dio) ed api, (elemento dello stemma della famiglia Barberini). I 4 pilastri sorreggono una trabeazione concava tipica del Barocco, che suggerisce movimento, e decorata da statue di angeli e putti animati, disegnati proprio dal giovane Borromini. In cima all’intera struttura fu collocato il globo con la croce impreziosito cromaticamente, come il resto dell’opera, dall’uso della doratura.

San Carlo alle Quattro Fontane

Trovatosi fin da subito in contrasto con Bernini, anche durante la progettazione del Baldacchino, Borromini cominciò la sua attività autonomamente, con la realizzazione del progetto per la chiesa e il chiostro di San Carlo alle Quattro Fontane detta il “San Carlino”, per le sue dimensioni ridotte. Fu tra le chiese barocche più famose della città, affidata al giovane Borromini dai padri Trinitari Spagnoli, sul quale lavorò a più riprese, fino alla sua morte. La particolarità di questa chiesa è data dall’alternanza tra forma concava e convessa su tutto l’edificio, che fa in modo che le superfici paiono dilatarsi e scontrarsi.

Questo effetto, si nota sia sulla scenografica facciata e sul campanile, ma soprattutto all’interno della chiesa, attraverso una pianta ellittica realizzata interamente da rientranze e sporgenze. L’ambiente interno inoltre è coperto da una splendida cupola ellittica, elegantemente decorata da lacunari in stucco con forme di esagoni, ottagoni e croci, che vanno riducendosi verso l’alto dando l’illusione di una maggiore profondità. Adiacente alla chiesa vi è il chiostro, capolavoro di armonia e proporzione, realizzato su due livelli di pianta ottagonale con gli angoli smussati ad ospitare coppie di colonne, tanto da trasformare la pianta in un ottagono dai lati ricurvi.

Complesso dei Padri Filippini

Terza tappa del tour romano è l’Oratorio e il Convento dei Padri Filippini, per cui Borromini vinse nel 1637 il concorso bandito dai Padri Filippini per la costruzione dei nuovi edifici. Il convento presenta tre facciate in laterizio, di quattro piani ciascuna decorati con finestre rettangolari a semplice riquadro. La semplicità e l’austerità dell’edificio, però venne interrotta da un solo elemento strutturale, ovvero la Torre dell’Orologio, sormontato da un elegante coronamento in ferro. Sotto il quadrante dell’orologio, inserito all’interno della facciata concava della torre, è situato un bel mosaico su disegno di Pietro da Cortona rappresentante la Madonna della Vallicella (a cui si dedica la chiesa a fianco).

L’Oratorio, invece si differenzia notevolmente dalle linee semplici del Convento, tanto da essere uno dei maggiori capolavori dell’arte barocca. La facciata, realizzata interamente in laterizio, si ispira al corpo umano con le braccia aperte, quasi ad abbracciare i fedeli. La superficie ricurva è ripartita in due ordini, decorati da lesene e capitelli corinzi e, un frontone mistilineo. Il primo è convesso, mentre il secondo ordine è concavo. L’interno dell’Oratorio, oggi detto Sala Borromini usato per convegni e dibattiti pubblici, è scandito da pilastri con capitelli ionici e due grandi logge sui lati corti. Al piano superiore del complesso si trova la Biblioteca Vallicelliana.

Sant’Ivo alla Sapienza

Procedendo nella carriera di Borromini arriviamo all’anno 1642, sotto il pontificato di Urbano VIII, il quale gli commissionò la costruzione della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, conosciuta come la sua opus magna. Eretta all’interno del piccolo cortile del Palazzo della Sapienza, antica Università di Roma dal XV secolo fino al 1935, quando divenne sede dell’Archivio di Stato. Qui la sua dinamicità creativa, dovette fare i conti con dei forti vincoli fisici dovuti al preesistente cortile porticato di forma rettangolare. Non volendo adottare metodi di progettazione tradizionali però, Borromini sperimentò nuove soluzioni, dando vita a qualcosa di nuovo.

Realizzò un disegno in forma esagonale con cellette disposte a forma d’alveare, di chiaro rinvio all’ape barberina, simbolo papale di Urbano VIII. Questa pianta stellare, mai impiegata prima, è formata da due triangoli equilateri che si intersecano, e tre absidi e tre nicchie che si alternano. La stessa audacia compositiva la si può ritrovare anche all’esterno, sia nel tiburio che copre la maestosa cupola polilobata, sia nella lanterna cuspidata a spirale. Quest’ultima fu decorata con estrema maestria, con fiaccole e corona fiammata su cui sono poste simboli biblici e sapienziali, ovvero una sfera, una croce e una colomba con l’ulivo nel becco, realizzate in ferro battuto. 

Palazzo di Propaganda Fide

In seguito alla morte di Urbano VIII, la carica pontificia fu occupata da Innocenzo X Pamphilj, che favorì, in ambito artistico, l’estro di Borromini, a scapito del Bernini. Fu proprio il nuovo papa a commissionargli la rifacimento del palazzo di Propaganda Fide, che si affaccia su Piazza di Spagna. Questo palazzo, adibito a Sede della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, guidata dai Gesuiti, fu un progetto iniziato da Bernini, ma portato a termine da Borromini nel 1665, che demolì le preesistenze dando una nuova vita all’edificio. Di straordinaria importanza è la creazione della facciata in movimento, considerata una dei massimi lavori borrominiani e barocchi presenti a Roma.

Oltre alla facciata, Borromini realizzò annessa al palazzo, la Cappella dei Re Magi, buttando giù e ingrandendo il progetto già realizzato dal suo rivale. Anche la decorazione fu innovativa, in quanto prese spunto dalle antiche strutture di derivazione capitolina, con un ordine più grande e uno più piccolo. Realizza uno scheletro interno ad intreccio che tende al verticalismo mediante volte ad arco e costoloni che collegano diagonalmente i centri delle pareti lunghe con i quattro angoli del soffitto. Questa struttura a scheletro divenne di massima importanza, tanto da anticipare i principi strutturali gotici successivi. La chiesa della Propaganda Fide fu, veramente, una soluzione nuova e stimolante e la sua stringente semplicità e logica conclude adeguatamente l’attività di Borromini nel campo dell’architettura ecclesiastica.

Chiesa di Sant’Agnese in Agone

Sempre sotto commissione di Innocenzo X Pamphilj, Borromini portò a termine la costruzione della Chiesa di Sant’Agnese in Agone, sorta accanto all’imponente palazzo della famiglia Pamphilj in piazza Navona. Inizialmente l’incarico venne affidato all’architetto Girolamo Rainaldi e suo figlio Carlo, che però nel 1653 vennero rimpiazzati, a lavori già avanzati, da Borromini. Anche in questo caso pensò di modificare il progetto iniziale, eliminando il vestibolo e progettando due bassi campanili ai lati della facciata. Anche quest’ultima venne visibilmente trasformata con due movimenti concavi ad ordine unico di pilastri e colonne, per fare in modo che fosse notata di più la bellissima cupola. Quest’ultima venne decorata da un grande affresco della Sant’Agnese e da 4 pennacchi con le virtù cardinali dipinti successivamente dal Baciccio.

Inoltre i lavori di Borromini si concentrarono anche sulla Sagrestia di Sant’Agnese, progettata con tre assi di raccordo fra la Chiesa e il Collegio Innocenziano, inserita nella struttura di quest’ultimo palazzo. Alla morte del Pontefice però, il suo successore Alessandro VII non fu molto convinto di Borromini, e questo fu la causa di rapporti difficili con la committenza, tanto che portarono l’artista ad abbandonare i lavori. Ecco perchè subentrò nuovamente Carlo Rainaldi, ormai cresciuto, che alterò il progetto borrominiano apportando modifiche alla lanterna e ai campanili, eliminando così tutta la fantasia espressa dall’architetto precedente. Questo portò alla fine di una serie di commissioni e alla sua vita professionale. In preda alla disperazione, brucia gran parte dei suoi disegni, si pugnala al petto e muore dopo qualche giorno di agonia, il 3 agosto 1667.

Federica.