ALMANACCO: 22 Gennaio nasce il fisico André-Marie Ampère

Fisico, matematico, chimico e filosofo, André-Marie Ampère nacque il 22 Gennaio del 1775. Conosciuto per aver dato contributi fondamentali nello studio dell’elettrodinamica, sviluppando i primi modelli matematici per la descrizione dell’elettromagnetismo. In suo onore venne adottata l’unità di misura Ampère per misurare la corrente elettrica.

Ampère nacque a Lione nel 1775, e fin dalla sua infanzia si appassionò al piacere della conoscenza. Suo padre gli insegnò il latino, anche se la sua maggior inclinazione fu nei confronti della matematica. Di particolare importanza fu la morte del padre, ghigliottinato dalla Restaurazione, perchè coinvolto nella Rivoluzione francese, che causò un forte impressione sul giovane Ampère.

Esordi scientifici

Successivamente il suo interesse venne risvegliato da alcune letture, che abbracciavano quasi tutto il sapere, trattando di storia, viaggi, poesia, filosofia, botanica e scienze naturali, ma fu soprattutto la matematica a rapire la sua curiosità. Basti pensare che a soli tredici anni compose, proprio come Pascal, un trattato sulle sezioni coniche, dedicandosi anche al componimento di versi, dimostrandone la sua ecletticità.

Per le sue precoci abilità, nel 1801 venne nominato professore di fisica a Bourg, anno in cui con una velocità sorprendente, compose le sue considerazioni sulla teoria matematica del gioco, e l’ingegnosa applicazione del calcolo delle probabilità. Questo studio gli valse una cattedra al collegio di Lione nel 1805, un posto di professore liceale di analisi matematica. Da allora, si stabilì definitivamente a Parigi, per intraprende la carriera dell’insegnamento superiore.

Le scoperte dell’elettromagnetismo

E’ proprio a Parigi, che continuò a portare avanti le sue ricerche scientifiche e i suoi molteplici studi, con una diligenza invariata. La fama di Ampère fu dovuta principalmente al servizio che rese alla scienza nello stabilire le relazioni tra elettricità e magnetismo e nello sviluppo della scienza dell’elettromagnetismo. Sulla base di queste idee, inventò il primo galvanometro, il primo telegrafo elettrico e, con lo scienziato Arago, fece nascere l’elettrocalamita. 

Fra le sue invenzioni si deve anche obbligatoriamente citare la Bilancia di Ampère che serviva per studiare accuratamente le forze che si esercitano tra due conduttori percorsi da corrente e il modo da cui esse dipendono dalla distanza dei conduttori, dalla loro posizione reciproca e dall’intensità di corrente. 

Studi e fama

Fra il 1820 ed il 1827, si dedica quindi all’elettricità ed al magnetismo, i cui studi vertono soprattutto sulle azioni reciproche delle correnti elettriche. Queste scoperte sono esposte nella celebre Memoria sulla teoria matematica dei fenomeni elettrodinamici dedotta unicamente dall’esperienza, in cui confuta la teoria dei “vortici” di Oersted, e cercando di considerare l’elettrodinamica come una materia di contenuto facilmente controllabile e assoggettabile ad una matematizzazione.

Grazie alle sue scoperte, Ampère fu considerato il fondatore della elettrodinamica, e nel 1826, ebbe l’opportunità di insegnare questa materia, ottenendo la cattedra al Collège de France. Anche se le sue teorie, incontrarono spesso lo scetticismo di scienziati suoi contemporanei, dopo oltre 30 anni vennero pienamente riconosciute da studiosi importanti come W. Thomson e Lord Kelvin.

Ultimi anni

La sua ultima opera, pubblicata postuma, è Essai sur la philosophie des sciences, una ambiziosa esposizione di una classificazione di tutte le conoscenze umane, mentre nel 1872 furono pubblicati i suoi diari sotto il titolo di Journal and Correspondence. Le sue memorie originali su questo soggetto si possono trovare negli Annales de chimie et de physique, editi tra il 1820 e il 1828.

Inoltre nel 1827 venne eletto membro straniero della Royal Society e l’anno seguente entrò con lo stesso ruolo all’Accademia reale svedese delle scienze. Sul finire della sua esistenza, oltre al gravoso impegno dei suoi studi, aggiunge numerosi incarichi di insegnamento ed amministrativi, che logorano profondamente il suo già debole fisico. Ampère morì di polmonite a Marsiglia nel 1836, all’età di 61 anni.

Federica.

ALMANACCO: 21 Gennaio muore lo scrittore George Orwell

uno dei più importanti autori, giornalisti e opinionisti politici e culturali del Novecento, George Orwell morì il 21 Gennaio del 1950. Scrittore preciso e chiaro, Orwell è stato uno dei più lucidi saggisti del suo tempo. Avverso a ogni forma di totalitarismo, è noto per due romanzi che fondono impegno politico e passione letteraria: The Animal Farm e 1984.

Trascorse la sua infanzia in Inghilterra dove frequentò il college a Eastbourne. Qui fu molto infelice, si sentiva emarginato dai compagni provenienti da famiglie ricche, e spesso subì punizioni corporee. In seguito ad una borsa di studio, s’iscrisse al prestigioso Eton College, cominciando a coltivare i suoi interessi intellettuali, scrivendo i suoi primi saggi, e sviluppando un proprio stile letterario.

George Orwell e i numerosi viaggi

Dopo la scuola, Orwell decise di non andare all’università e tornò in India. Qui si arruolò nella Polizia Imperiale in Birmania e vi rimase fino 1927, quando decise di dimettersi a causa delle sue idee antimperialiste. Questa esperienza gli ispirò il suo primo romanzo, intitolato Giorni in Birmania.

Tornato in Europa, visse tra Parigi e Londra facendo vari mestieri e soffrendo spesso la fame. Decise di condurre un esperimento sociale per scrivere in modo realistico di problemi e delle difficoltà affrontate dalle classi più povere. Cominciò, quindi ad indossare abiti usati, trascorrendo lunghi periodi in compagnia di senza tetto. Questa esperienza gli fornì materiale utile per il suo primo libro Senza un soldo a Parigi e Londra, in cui affrontò il tema della povertà nelle due grandi capitali europee.

L’attivismo di Orwell durante le guerre

Nel dicembre del 1936 Orwell si recò in Spagna per partecipare alla Guerra Civile. Battendosi per conto del Partito Marxísta, fu ferito e costretto a tornare in Inghilterra, dove scrisse Omaggio alla Catalogna, in cui raccontò la sua esperienza spagnola. I suoi scritti, in quel periodo, furono ispirati a un socialismo personalissimo con violenti attacchi al capitalismo, alla chiesa cattolica, e in genere a tutte le forme di sopraffazione e ingiustizia della società moderna.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Orwell cercò di arruolarsi, ma fu respinto per motivi di salute. Ecco come nel 1941, cominciò a lavorare per la BBC, curando trasmissioni propagandistiche e programmi politici. In seguito diventò editore per il Tribune, un giornale di estrazione socialista, per cui scrisse numerosi articoli, recensioni letterarie e vari saggi.

I due romanzi più famosi di George Orwell

Qualche anno dopo, nel 1944, scrisse una delle sue opere più importanti, il romanzo allegorico The Animal Farm. Quest’opera è un’allegoria politica sulla Rivoluzione Russa, nel quale si nota la forte inclinazione di contrarietà al totalitarismo. Ricredutosi sul comunismo, specie su quello russo, narrò, con una simbologia assai trasparente, il prevalere del potere staliniano sugli ideali rivoluzionari.

Il secondo famosissimo romanzo, e l’ultimo pubblicato nella sua vita, fu 1984. Esso descrive in maniera vivida un mondo distopico dominato da una fantapolitica totalitaria. E’ un romanzo anti-utopistico, in cui vi è un mondo futuro sottomesso e guidato dal Grande Fratello (Big Brother) che controlla la popolazione attraverso microfoni e telecamere. Da quest’ultimo romanzo nasce anche l’aggettivo orwelliano, che si attribuisce a tutti quei meccanismi totalitari alla cui base c’è il controllo del pensiero.

Gli ultimi anni di vita

Orwell viene ritenuto ancora oggi uno dei maggiori esponenti di questo tipo di letteratura e del filone della critica alla società inglese. Riuscì per tutta la vita a mantenere in equilibrio la sua appartenenza alla classe borghese e la sua vicinanza alle classi più povere. George Orwell muore il 21 gennaio 1950, per un cedimento di un’arteria polmonare dovuto alla tubercolosi.

Federica.

ALMANACCO: 20 Gennaio nasce l’astronauta Buzz Aldrin

Astronauta, aviatore e ingegnere statunitense, Buzz Aldrin, pseudonimo di Edwin Eugene Aldrin, nasce il 20 Gennaio del 1930. Divenne famoso non solo per le sue attività di astronauta, ma soprattutto per essere stato il secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare, nell’ambito della missione Apollo 11, insieme al comandante Neil Armstrong.

Nato nel 1930 in New Jersey, negli Stati Uniti, dove frequentò le scuole superiori alla Montclair High School. Si trasferì a New York per conseguire la laurea scientifica all’Accademia Militare di West Point, laureandosi in ingegneria meccanica e risultando terzo nella sua classe nel 1951. Il suo soprannome Buzz, divenne ufficialmente suo primo nome nel 1988, e venne utilizzato dalla Walt Disney per uno dei suoi personaggi nella saga Toy Story.

Prime missioni spaziali

Aldrin prese parte a 66 missioni di combattimento pilotando F-86 mentre era in servizio in Corea, e prestò inoltre servizio come istruttore di combattimenti aerei alla Nellis Air Force Base, nel Nevada. Lavorò anche in Germania come pilota comandante di F-100, per la Air Force Academy, prima di entrare al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, dove ottenne un dottorato di Scienza dell’Astronautica.

Nel 1963 venne selezionato dall’ente spaziale americano (NASA) in una rosa di possibili astronauti reclutati dalla Gemini Target Office della Air Force Space Systems Division di Los Angeles, per partecipale alla missione Gemini 8. Ma dopo aver provocato un incidente aereo nella fase di addestramento per la missione, Aldrin venne scartato, e allo stesso tempo selezionato come riserva per la missione successiva, la Gemini 9A.

La missione Apollo 11

Per l’eccellente lavoro svolto durante la missione, venne riconfermato pilota anche per l’ultima missione del progetto Gemini, ovvero la Gemini 12. Proprio nel corso di quest’ultima del 1966, compì anche una EVA, ovvero un’attività extraveicolare, trascorrendo 5,5 ore fuori della navetta. Dopo queste prime ed importanti esperienze in campo spaziale, riscosse tanta ammirazione, arrivando anche alle orecchie di Neil Armstrong e Michael Collins.

Furono questi due grandi astronauti, che decisero di coinvolgere Buzz Aldrin per prestare servizio come pilota nella storica Missione dell’Apollo 11, nel luglio 1969, la prima che prevedeva un allunaggio con a bordo esseri umani. Nonostante il primo uomo a mettere piede sulla luna fosse stato Armstrong, Aldrin divenne allo stesso modo famoso grazie alla sua passeggiata lunare con il suo compagno sbarcato 20 minuti prima.

Successo e onorificenze

Dopo la missione Apollo 11, Aldrin aspettò tre anni prima di congedarsi e ritornare a una difficile vita nell’aeronautica militare. Nel 1972, Aldrin si dimise anche dal servizio attivo all’Air Force, dopo ventun anni di servizio, nonché dalla sua posizione di comandante della USAF Test Pilot School dell’Edwards Air Force Base. Dopo l’abbandono della NASA continuò a promuovere l’esplorazione dello spazio e produsse un gioco strategico per computer chiamato “Buzz Aldrin’s Race into Space.

Facendo un riassunto della sua attività spaziale complessiva, emergono dati strabilianti, ovvero trascorse in totale 289 ore e 53 minuti nello spazio, delle quali 7 ore e 52 minuti spese in attività extraveicolari. Per questo e per i servizi svolti, ricevette numerose onorificenze, compresa la Presidential Medal for Freedom, il Robert J. Collier Trophy, il Robert H. Goddard Memorial Trophy e l’Harmon International Trophy.

Federica.

ALMANACCO: 19 Gennaio nasce il poeta Edgar Allan Poe

Scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense, Edgar Allan Poe, nacque il 19 Gennaio del 1809. Considerato uno dei più grandi e influenti scrittori della storia, per essere stato iniziatore del racconto poliziesco, della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico. Fu inoltre un poeta romantico, anticipando il simbolismo e quelli che vennero soprannominati i poeti maledetti.

Nasce nel 1809 a Boston, da attori girovaghi di modeste condizioni economiche, che morirono precocemente. Poe venne per questo adottato da John Allan, ricco mercante scozzese della Virginia, da cui prese in aggiunta il cognome Allan, vicino a quello originale. I genitori adottivi gli vollero dare un’educazione fortemente inglese, per questo decisero di trasferirsi a Londra nel 1815, dove inizia a frequentare privatamente un collegio a Chelsea.

Esordi letterari

Studiò infatti in Inghilterra, dove i massimi scrittori e poeti inglesi esercitarono una grande influenza sulla sua sensibilità. Fu proprio per questo che si rivelò un eccellente studente, con una forte inclinazione per la letteratura, le rime e le anafore. Nel 1826 decise di iscriversi all’università della Virginia, dove però comincia ad affiancare agli studi il gioco d’azzardo. Indebitatosi in maniera inusitata, fu costretto ad abbandonare gli studi per cercarsi un lavoro e far fronte alle numerose spese.

Da quel momento, decise di arruolarsi nell’esercito nello United States Army, cosa che gli garantì uno stipendio fisso. Qui, però nonostante una serie di veloci avanzamenti di carriera, non fu felice, trovando conforto solo nella scrittura. Fu infatti in questo periodo che pubblica in modo anonimo il poema epico di Tamerlano, a cui seguirono due raccolte poetiche. Fu grazie a questo lavoro che decise di lasciato l’esercito, iniziare la vita da scrittore trasferendosi a Baltimora.

La sua vita difficile

Ovviamente fu molto difficile per lui vivere solamente di scrittura, soprattutto vista l’assenza di una legge sul diritto d’autore, che lo costrinse a vendere la propria opera al migliore offerente senza aver modo di guadagnare dalle copie vendute. Poe resta quindi nuovamente senza un soldo in tasca, anche se non smise mai di scrivere testi come Manoscritto trovato in una bottiglia e le Avventure di Gordon Pym, uno dei libri più famosi di Poe, e tra i più rappresentativi della sua narrativa del terrore.

Ma questo apparente successo, venne interrotto dal suo trasferimento a Baltimora, dove soggiorna a casa di una zia e dove conosce quella che diventerà sua moglie. Questo fu un vero scandalo, perchè la ragazza di nome Virginia, era sua cugina e inoltre molto più giovane di lui, tanto che al momento del matrimonio, avvenuto in segreto, aveva solo 14 anni. Decise così di partire per gli Stati Uniti sperando di trovare migliore fortuna, dove recuperò molta fama, soprattutto dopo la pubblicazione di un volume di poesie, intitolato semplicemente Poems.

Le opere più importanti

A New York, dal 1939 al 1940 divenne redattore del “Gentleman’s magazine”, mentre nello stesso periodo escono i suoi Tales of the grotesque and arabesque che gli procurarono una fama notevole. Inoltre scrive La caduta della casa degli Usher e I delitti della Rue Morgue, considerato il primo racconto poliziesco della storia, in cui, attraverso l’analisi degli indizi e degli ambienti, viene risolto dal protagonista Dupin, un complicato caso di omicidio. Ci fu un ritorno di Poe al suo primo amore, la poesia, con il capolavoro Il corvo.

Inoltre nel 1842 pubblicò Le terre di ArnheimIl giardino nel paesaggioIl pozzo e il pendoloIl mistero di Marie Roget, opere che gravitano tra realtà e immaginazione contemporaneamente, in cui si parla di odio, fascino e paura, entusiasmo e diffidenza, in una prosa ricca di echi metafisici. Ben presto la reputazione raggiunta viene però compromessa da accuse di plagio, portando Poe verso una profonda depressione nervosa che, unita alle difficoltà economiche, lo portano a cessare le pubblicazioni del suo giornale.

Ultimi anni

Trasferitosi a Fordham, seriamente malato ed in condizioni di povertà, continua a pubblicare articoli e racconti pur non ottenendo mai vera fama in patria. Poe, come i suoi personaggi, è tormentato, instabile, e la precoce morte della giovane moglie di tubercolosi, accentua i suoi problemi psicologici, che cerca di affogare nell’alcool. Un declino fisico ed emotivo che lo condurrà a quella misteriosa e mai risolta morte, appena due anni dopo.

Edgar Allan Poe passò così alla storia come uno sregolato, un alcolista e un consumatore abituale di droghe, anche se in realtà fu molto altro. Questa terribile reputazione, unita alle cupe tematiche delle sue opere, contribuisce a quella che è la vera e propria creazione di un mito, ovvero Edgar Allan Poe, il poeta maledetto.

Federica.

mARTEdì: le costosissime opere enigmatiche di BASQUIAT

Writer e pittore statunitense, Jean-Michel Basquiat divenne un grande esponente del graffitismo americano, mettendo l’arte alla disposizione. Divenne famoso anche per la sua forte amicizia con Andy Warhol, con cui portò avanti il genere artistico della Pop Art. In relazione a questo, e alla sua turbolenta vita, le sue opere venivano spesso e volentieri considerate folli, fugaci ed esplosive.

Questo suo stile assolutamente riconoscibile, dato da immagini apparentemente semplici, hanno reso Basquiat uno degli artisti più amati della storia dell’arte, e fenomeno mondiale. Con la sua ispirazione verso le culture afroamericane, africane e azteche, venne soprannominato “artista tormentato”, anche a causa della tragica morte per overdose a soli 27 anni.

Untitled, 1982

Basquiat per questo, in quel periodo fino ad oggi, è uno degli artisti più apprezzati e quotati nel mercato dell’arte e le sue opere vengono vendute per cifre milionarie. Vi sono infatti alcune opere costosissime dell’artista, che ancora oggi valgono milioni di milioni di dollari. Ad esempio, una fra le sue opere più costose, è Untitled, realizzata nel 1982, venduta per 110,5 milioni di dollari, durante un’asta di arte contemporanea organizzata nel 2017 da Sotheby’s New York.

Il dipinto, che raffigura le dimensioni interne ed esterne di una testa africana lobotomizzata, esistente tra la vita e la morte, venne acquistato dal miliardario giapponese Yusaku Maezawa, che solo un anno prima aveva acquistato la seconda opera più costosa dell’artista. Al momento della vendita, il dipinto è diventato una delle 10 opere più costose di tutti i tempi. In essa sono sommate tutte le caratteristiche dell’artista, dall’influenza afroamericana, allo stile unico, che combinava pennellate espressive e violente con parole, simboli e materiali.

Untitled (Devil), 1982

Al secondo posto della classifica delle opere più costose di Basquiat, c’è Untitled (Devil) realizzata sempre nello stesso anno della precedente, il suo anno più proficuo. Quest’opera è stata venduta da Christie’s New York nel maggio 2016 per una somma di 57.3 milioni di dollari, sempre al collezionista giapponese Yusaku Maezawa. Questo dipinto, considerato icona dai collezionisti di Basquiat, presenta l’immagine del diavolo, tipico soggetto ripreso in diversi lavori dell’artista.

L’opera d’arte è stata spesso identificata come un autoritratto raffigurante l’artista come un diavolo. È inoltre dominato da sporadiche pennellate e da una serie di colori vividi, tipici del suo stile, che si sovrappongono a un infuocato diavolo nero al centro. Il dipinto faceva parte della collezione del mercante d’arte Adam Lindemann che acquistò inizialmente il dipinto per soli 4,5 milioni di dollari alla svendita serale di arte contemporanea di Sotheby’s, e rivenduto poi a prezzo nettamente superiore.

Dustheads, 1982

Sempre nell’anno 1982, Basquiat realizza quest’opera dal titolo Dustheads, ovvero Polveri. La caratteristica principale è che raffigura due tossicodipendenti come personaggi radiosi e frenetici, immersi su uno sfondo nero. Il dipinto che apparteneva precedentemente alla collezione di Tiqui Atencio, venne venduto nel 2013. Fu l’uomo d’affari Jho Low ad averlo acquistato per la somma di 48,8 milioni di dollari, da un’asta di Christie’s New York.

Due anni dopo l’asta, un’indagine del New York Times sul riciclaggio di denaro, rivelò che l’opera fu venduta al malese Jho Low, che venne accusato di riciclaggio di fondi appartenenti ad una società del governo, da lui utilizzati per concedersi uno stile di vita lussuoso. Inoltre, l’opera sarebbe stata utilizzata da lui come garanzia per un prestito i cui proventi furono utilizzati per costruire uno yacht. Low quindi è stato inadempiente al prestito, tanto che l’opera ne ritirata e una successiva vendita privata ha ripristinato il prezzo a 35 milioni di dollari.

Flexible, 1984

Altra opera di Basquiat, la cui realizzazione avvenne 2 anni più tardi, nel 1984, fu dipinta su un supporto di legno a doghe, decostruito dalla recinzione nel suo studio a Venice, in California. Il materiale di recinzione in legno è stato utilizzato in più di 17 dipinti dell’artista, infatti era tipico riutilizzare oggetti che trovava per strada come porte e mobili scartati, o direttamente sui muri dei palazzi. A differenza di molte altre opere dipinte su tela, questa su legno veniva condiserata però di minor valore.

Infatti il costo dell’opera, arrivò ad una stima di circa 20 milioni di dollari, all’inizio dell’asta nel maggio del 2018, aggiudicata dalla 20th Century & Contemporary Evening Sale di Phillips. Ciò che però ha contribuito a raggiungere una somma di 45,3 milioni di dollari è stata l’immagine di un re mitico, una misteriosa figura che appare nelle opere più preziose di Basquiat. Essa raffigura un griot, ovvero un narratore, musicista e fornitore di storia orale della cultura dell’Africa occidentale, le cui braccia sono unite insieme come una fascia continua sopra la testa. 

Federica.

ALMANACCO: 18 Gennaio nasce il filosofo Montesquieu

Filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese, Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, meglio noto solamente come Montesquieu, nacque il 18 Gennaio del 1689. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri, espressa in una dei suoi capolavori letterari Lo spirito delle leggi.

Nato nel 1689, da un’illustre famiglia di giuristi appartenente alla nobiltà della provincia della Gironda. Figlio di baroni, studiò nel famoso collegio dei padri oratoriani di Juilly, dove venne indirizzato agli studi giuridici, che completò nel 1708.

Esordi letterali

Conseguita la laurea, si trasferisce a Parigi dove avvia la professione di avvocato, anche se i suoi interessi sono rivolti soprattutto alle scienze ed alle opere letterarie. Nel 1714 era già consigliere del parlamento di Bordeaux, anche se due anni più tardi, in seguito alla morte dello zio paterno, ricevette in eredità il suo titolo nobiliare, il patrimonio e la carica di presidente del Parlamento.

Ottenuta questa fama, venne inoltre nominato membro della prestigiosa Accademia delle Scienze di Bordeaux e, nel 1727, di quella di Francia. Qui presentò e discusse interessanti memorie di anatomia, botanica, fisica, e più in generale argomenti scientifici e filosofici, tra cui Les causes de l’échoLes glandes rénales et La cause de la pesanteur des corps. Con un atteggiamento critico di stampo illuminista considerò la religione e la Chiesa come “instrumentum regni”, condannando ogni forma di acquiescenza dell’uomo sia verso essa sia verso lo Stato.

Lettere persiane

La sua fama si accrebbe enormemente, soprattutto con la pubblicazione in forma anonima delle Lettere Persiane. Il suo primo capolavoro, consisteva in una pungente satira sui costumi della Parigi cortigiana e clericale, ancora legata all’Ancien Regime, con profonde riflessioni filosofiche unite appunto ad uno spirito irriverente, ironico e satirico. Il successo che il libro riscosse è tale da scatenare una caccia all’identità del suo autore il quale, alla fine, viene stanato divenendo popolarissimo in tutta Europa.

Grazie a questa fama ottenuta, nel 1728 parte per un viaggio in tutta Europa, visita Vienna e l’Ungheria, per poi scendere in Italia, a Venezia, Milano, Torino, Firenze, Roma e Napoli, e ripartire per la Germania, poi in Olanda ed infine in Inghilterra. In questi viaggi si occupò attentamente della geografia, dell’economia, della politica e dei costumi dei paesi che visitava. Fece rientro in Francia soltanto dopo tre anni per ordinare i numerosi appunti di viaggio e per rimettersi a scrivere.

Lo spirito delle leggi

Fu infatti nel 1734, che scrisse il suo secondo capolavoro, le Considerazioni sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza, un lavoro di tutt’altro stampo nel quale si addentra nell’analisi dei processi storici individuando le cause determinanti nell’uomo e nella natura, e non più nella Divina Provvidenza. A questo lavoro seguirà anni più tardi, l’opera della sua vita ovvero Lo spirito delle leggi, pubblicato in anonimo nel 1748, riscuotendo un successo enorme, soprattutto in Gran Bretagna.

Fu un’opera intrisa di idee di tolleranza e di libertà che faranno scuola alle future generazioni, stabilendo i principi fondamentali delle scienze economiche e sociali, concentrando tutta la sostanza del pensiero liberale. E’ per questo uno fra i libri più letti del secolo, soprattutto perchè in esso enuncia nuove forme di governo basate sulla dottrina della rigorosa “separazione dei tre poteri”, ovvero legislativo, esecutivo e giudiziario. Fu inoltre anche molto criticato, tanto che in difesa del suo lavoro, Montesquieu pubblicò nel 1750 la Difesa dello spirito delle leggi.

Ultimi anni

Afflitto dalla quasi totale perdita della vista, riuscì a partecipare comunque alla stesura dell’Encyclopédie, il rivoluzionario e monumentale capolavoro di Diderot e D’Alembert. Successivamente però la malattia, lo portò alla morte, avvenuta a Parigi il 10 febbraio 1755, all’età di 66 anni.

Montesquieu, insieme proprio a Diderot e pochi altri, tra i quali Rousseau, Voltaire, Condillac, d’Holbach, hanno rappresentato l’Illuminismo francese con una tale originalità e fecondità da influenzare pesantemente l’intero mondo intellettuale del continente.

Federica.

ALMANACCO: 17 Gennaio nasce Michelle Obama

Nata a Chicago il 17 gennaio del 1964, Michelle Robinson in Obama, è ancora oggi, colei che ha ispirato migliaia di donne in tutto il mondo. Nel suo ruolo di First Lady che l’ha accompagnata fino al 2017, si è aggiudicata il titolo di donna più amata d’America. Genuina, lavoratrice, portatrice di un modello femminile positivo, non eccessiva, mai fuori posto, forte ma con valori saldi, sinceramente interessata a fare bene del suo Paese.

Le sue radici affondano nell’etnia afroamericana e nella schiavitù del Sudamerica. Figlia di una casalinga Marian Shields Robinson, e di un operaio Fraser Robinson, Michelle cresce insieme al fratello Craig in un bungalow di mattoni nella South Side di Chicago.

Dagli studi all’incontro con Barack Obama

Dopo il diploma, ha seguito suo fratello alla Princeton University, dove si laureò in Sociologia. In seguito, frequentò la prestigiosa Harvard Law School laureandosi in Giurisprudenza e specializzandosi con un dottorato di ricerca in diritto della proprietà intellettuale. Con questo titolo di studio, diede il via alla sua carriera da avvocato, lavorando come assistente presso il piccolo studio legale di Sidley Austin.

E proprio qui che conobbe quello che sarebbe diventato il suo futuro marito, Barack Obama, colui che l’avrebbe resa la prima First Lady afroamericana. Ma nella sua vita non ha mai dedicato tutta se stessa alla carriera, cercò di mettere sempre in primo piano la famiglia. Ecco perché la sua vita cambiò completamente dopo l’incontro con Barack, abbandonando lo studio legale, per dedicarsi al lavoro nel settore pubblico, attraverso organizzazioni no-profit.

Michelle alla Casa Bianca

La sua vita cambiò definitivamente con la presentazione del marito come candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Questo portò Michelle a ridurre in modo significativo i propri impegni professionali per sostenere Barack durante la sua campagna elettorale, fino all’elezione a 44esimo Presidente degli Stati Uniti, nel 2009.

Inquadrare Michelle Obama non è semplice. La first lady, nel sistema americano, occupa un ruolo di primo piano, ma non partecipa ai processi decisionali. Al limite può consigliare il presidente, con tutto quello che ne consegue in termini di retroscena giornalistici. Di sicuro Michelle, in specie per il potere mediatico posseduto, è diventata un simbolo, un emblema. Ha contribuito alla diffusione di un pensiero politico abbastanza delineato.

Le iniziative umanitarie di Michelle

Michelle verrà ricordata soprattutto per aver provato a cambiare lo stile di vita dei cittadini americani. Durante gli anni da First Lady, infatti, divenne popolare in tutto il mondo per la sua personalità e le sue iniziative umanitarie, a tutela delle minoranze. Si distinse soprattutto per tre battaglie: la difesa delle istanze Lgbt, gli aspetti educativi e l’alimentazione, dunque la necessità mangiare sostenibile e l’opportunità di acquistare a chilometro zero.

Soprattutto il terzo punto, la fece appassionare di cibo biologico e iconico divenne il suo giardinetto nella Casa Bianca, con l’idea di mandare un messaggio positivo per le battaglie dei disturbi alimentari nei giovani statunitensi. Nel 2012 lanciò la campagna Let’s Move, in collaborazione con la squadra olimpica statunitense, per incentivare i giovani a provare diversi sport al fine di trovare magari la loro passione.

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Michelle Obama diventa una star

Per otto anni, Michelle ha occupato un ruolo centrale nella narrativa dei media main-stream. Una superstar pop, trasformatasi in un’influencer. La sua eleganza per il ruolo di First Lady, venne ripresa da diversi giornali e riviste mondiali del settore, tanto che nel 2008, Michelle compare sulla copertina di Vanity Fair, nella lista delle persone meglio vestite al mondo. La sua biografia, “Becoming”, vinse un Grammy ed è stata uno dei libri più venduti del 2018.

Federica.

ALMANACCO: 16 Gennaio muore lo scrittore Christopher Tolkien

Scrittore accademico inglese, Christopher Tolkien morì il 16 Gennaio del 2020. Conosciuto come figlio dell’autore JRR Tolkien ed editore di gran parte del lavoro pubblicato postumo di suo padre. Divenne, inoltre famoso per aver disegnato le mappe originali per l’opera Il Signore degli Anelli.

Tolkien è nato a Leeds, in Inghilterra ed ha studiato alla Dragon School di Oxford. A metà del 1943, entrò nella Royal Air Force e fu inviato in Sud Africa per l’addestramento al volo, sia elementare che di servizio. Due anni dopo, fu confermato e promosso a ufficiale di volo prestando servizio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tolkien e l’avvicinamento al mondo della letteratura

Christopher Tolkien fu a lungo fan numero uno della narrativa di suo padre. Inizialmente da bambino, ascoltando i racconti di Bilbo Baggins, protagonista di Lo Hobbits, e poi da adolescente e giovane adulto offrendo molti feedback su Il Signore degli Anelli.

Ebbe, il compito di interpretare le mappe, a volte contraddittorie, della Terra di Mezzo al fine di produrre le versioni utilizzate nei libri del padre. Ridisegnò per lui, la mappa principale per chiarire i caratteri e correggere alcuni errori e omissioni. Mappa che divenne ufficiale a tutti gli effetti. Questo gli diede modo, a soli 21 anni, di unirsi agli Inkling, diventando così il più giovane membro della società di discussione letteraria informale.

Sulle orme del padre

Suo padre scrisse una grande quantità di materiale collegato al suo leggendario mondo, che non fu pubblicato durante la sua vita. Per questo nel suo testamento, prima di morire, nominò suo figlio esecutore letterario. Christopher Tolkien, organizzò così gli scritti inediti di suo padre, alcuni dei quali scritti a mano su frammenti di carta.

La maggior parte dei testi originali sono stati resi pubblici all’interno l’opera Silmarillion, che illustra e spiega le origini del mondo nel quale ha ambientato i suoi romanzi. Esso descrive l’universo di, luoghi mitici e immaginari che fanno da sfondo a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Permise anche la realizzazione del racconto in versione cinematografica, attraverso la trilogia di film di Peter Jackson.

Christopher Tolkien morì il 15 gennaio 2020 all’età di 95 anni.

Federica.

ALMANACCO: 15 Gennaio nasce il commediografo Molière

Commediografo, drammaturgo e attore teatrale francese, Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, nacque il 15 Gennaio del 1622. Considerato uno degli autori più importanti del teatro classico francese del XVII secolo, colui che rinnovò completamente l’idea di commedia e di teatro. Le sue opere erano un misto di divertimento e di satira, in quanto costellate da giudizi morali e sociali.

Nato a Parigi nel 1622, in una famiglia parigina con sei bambini. Orfano di madre a 10 anni, il suo futuro era seguire le orme del padre lavorando come tappezziere e valletto di camera del re. Tuttavia, dopo aver studiato nel collegio gesuita di Clermont, e dopo la laurea in giurisprudenza a Orleans, si iniziò ad appassionare al teatro, grazie al nonno materno.

L’esordio teatrale

Successivamente alla laurea infatti, comincia a frequentare gli ambienti teatrali, dove conobbe i Béjart, un’originale famiglia che si occupava di teatro. Con questi cui fonda in società teatrale “L’illustre-Théâtre” nel 1643, formata da circa 10 membri che inscenavano spettacoli di ogni tipo, dalle tragedie alle farse. Il 1° gennaio del 1644 la compagnia debutta a Parigi, ma non ottenne la fama sperata, tanto che iniziano ad accumularsi debiti, fino ad arrivare al fallimento.

Imprigionato per debiti, e rilasciato grazie al padre Molière lasciò subito Parigi per iniziare la carriera di attori ambulanti. Inizia così una tournée di 12 anni nella compagnia di Charles Dufresne, rinomata e finanziata dal duca di Epernon, governatore della Guienna. Insieme ai suoi compagni, portò le opere teatrali per tutte le province dell’ovest e del sud della Francia, anche se a partire dal 1652, la compagnia inizia ad avere un pubblico regolare a Lione.

All’apice del suo successo

Durante questo girovagare, Molière approfondì la conoscenza degli ambienti di provincia, ma soprattutto imparò il mestiere di attore e a capire i gusti del pubblico e le sue reazioni. In questo periodo iniziò inoltre a scrivere alcune farse e due commedie, Lo stordito e Il dispetto amoroso. Tornando a Parigi nel 1658, l’attore cresciuto e migliorato si distinse per la sua naturalezza nella recitazione, tanto che la sua compagnia venne chiamata addirittura per recitare al Louvre, diventando di conseguenza la troupe del Signor Duca d’Orléans, fratello del re.

Molière fu soprattutto ammirato per il suo talento di scrittore che piacque sia alla corte che al pubblico parigino. Il successo arrivò con il Don Garcia de Navarre, incentrata sul tema della gelosia, che fu un vero fiasco. Molière allora capì che la sua vera aspirazione fu la commedia, genere in cui eccelle già con la sua prima opera Le preziose ridicole nel 1659. Qui usò le tecniche della farsa al servizio di una satira sociale, rivoluzionando la commedia, non solo fatta di divertimento ma anche di giudizi morali e sociali.

Stile ed opere

E’ anche grazie a questo che Molière può essere considerato a tutti gli effetti il precursore di quel rinnovamento teatrale. Le sue caratteristiche sono che presenta sempre personaggi reali, tipici dell’epoca, prendendo in giro i pedanti, i vanitosi, i falsi sapienti e tutto quello che è lontano dalla semplicità fatta di misura e buon senso. Inoltre con le sue grandi commedie applica le regole della tragedia, ovvero un’unica azione in un’unica giornata ed in un solo luogo.

Altre commedie su questo genere sono Sganarello o il cornuto immaginario, Il misantropo, La scuola dei mariti, La scuola delle mogli, Il Tartufo e Gli importuni, realizzata durante una festa organizzata in onore a Luigi XIV. Fu tra il 1667 e 1668, che ispirandosi alle commedie più famose del periodo, che scrisse L’avaro, rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais-Royal dalla compagnia di Molière stesso. Seguirono altri lavori fortunati come Il borghese gentiluomoLe intellettuali.

Morte

Molière morì di tubercolosi il 17 febbraio 1673 mentre recitava Il malato immaginario. Da questa circostanza pare sia nata la superstizione di non indossare il giallo in scena, in quanto Molière indossava un abito giallo mentre moriva in scena. Su intercessione del Re, venne aggirato il divieto di inumazione cattolica per gli attori e commedianti che all’epoca vigeva, così che Molière venne sepolto nel cimitero di Saint-Eustache,

Federica.

ALMANACCO: 14 Gennaio muore il pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres

Un pittore francese di grande rilevanza, Jean-Auguste-Dominique Ingres muore il 14 Gennaio 1867. Considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neoclassica, in quanto esercitò una profonda influenza sulla pittura francese, attraverso un ideale di purezza formale e di eleganza della linea. Fu per questo ritenuto il campione dell’ordine classicista per aver preferito soggetti classici, di storia medievale francese, e gli studi di nudo.

Nato a Montauban, in Francia nel 1780, come primogenito di cinque figli. Da sempre appassionato di pittura, inizia la sua prima formazione artistica nella bottega d’arte del padre, proseguendo successivamente all’Accademia di Tolosa in cui si iscrive nel 1791. Fu qui che divenne allievo del pittore Roques, che gli insegna ad amare la pittura classica di artisti come Raffaello.

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Influenze ed esordi tra Parigi e Roma

Nel 1796 si reca a Parigi per frequentare lo studio artistico di Jacques-Louis David, il più famoso pittore francese neoclassicista del periodo. Qui apprende gli ideali del neoclassicismo e, usandoli come base di riferimento, li sviluppa arricchendoli con le sue peculiarità di armonia e colore. A Parigi, si afferma velocemente anche come ritrattista dell’altolocata borghesia parigina, arrivando a raffigurare persino l’imperatore Napoleone Bonaparte. 

Nel 1806 invece, si reca in Italia, nello specifico a Roma, per studiare la scultura antica e la pittura del Rinascimento, rimanendo lì fino al 1824. Questi sono anni proficui nei quali realizza disegni, paesaggi, ritratti e diversi episodi storici di soggetto classico, che gli faranno ottenere in Italia grande celebrità. Stessa cosa non accadde però in Francia, in quanto le sue opere non vennero valorizzate a dovere, pertanto prolungò la sua permanenza romana aprendo uno studio artistico in via Gregoriana.

Committenze e riconoscimenti

La fama ottenuta in Italia soprattutto per i grandi ritratti, arrivò con il tempo anche in Francia, tanto che gli consentì di ottenere grandi commissioni. Ad esempio su commissione della moglie di Gioacchino Murat, re di Napoli, dipinse la Grande Odalisca, uno dei suoi oli più famosi di aspetto neoclassico, che tuttavia venne valorizzato attraverso un tono esotico e l’impiego di costumi ed oggettistica orientale.

Ma la sua peculiarità rimane la ritrattistica e, proprio per i numerosissimi ritratti commissionati da importanti esponenti del mondo politico, diventa sempre più famoso. Fu per questo che iniziò ad ricevere prestigiosi riconoscimenti, come ad esempio quando nel 1825 ricevette da Carlo X la croce della Legion d’onore, oppure quando venne eletto membro dell’Académie des Beaux-Arts, o quando ottenne la carica di direttore dell’Accademia di Francia a Roma.

Ultimi anni

Nel 1841 ritornò a Parigi, dove viene accolto trionfalmente, tanto che gli venne commissionata la decorazione delle vetrate della cappella di Notre Dame. Inoltre qualche anno più tardi, partecipa, con grande successo, all’esposizione nelle Galerie des Beaux Arts, diventandone l’anno seguente membro della commissione, trovandosi a lavorare insieme al suo concorrente Delacroix. Carica che però dovette presto abbandonare, a causa della sua malattia agli occhi.

E’ infatti a causa di questo, che fu costretto nell’ultimo periodo ad avvalersi di aiutanti per portarne a compimento le sue opere più importanti. E così riuscì ad andare avanti fino alla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 1867, alla bella età di 88 anni.

Federica.